Icast 2014 di Stefano Pisu

by / venerdì, 08 agosto 2014 / Published in Home Page, News

Un po’ in ritardo pubblico un reportino, non tanto sull’Icast, ma sul viaggio in generale. Lunedì 14 Aprile 2014: eccomi qua, dopo mesi di fervente attesa, a preparare le valigie che non avevo ancora finito di disfare dall’ultimo viaggio. Per la prima volta nella mia vita sto per volare dall’altra parte dell’Atlantico per partecipare al mio primo Icast show.

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Dopo il primo volo per Roma e il secondo per Charlotte poggio finalmente i piedi  in terra Americana, e durante la sosta in aeroporto inizio a osservare personaggi, colori e stazze che da noi son poco comuni, e ad apprezzarne l’organizzazione e la cordialità, anche se quando parlano è veramente difficile distinguere quello che dicono! Ancora un volo di due ore e sarò in Florida!

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La mattina seguente prendiamo la “macchinina” e partiamo per l’Orange County Convention Center dove si terrà l’Icast, dobbiamo preparare lo stand per l’apertura che si terrà il giorno dopo. Finalmente la luce del sole illumina il paesaggio, e strada facendo (siamo a 45 minuti dalla fiera) non posso non sorprendermi di come tutto sembri perfetto: non c’è un filo d’erba fuori posto, una  pulizia e un ordine mai visti, laghi e laghetti da tutte le parti e poi macchinoni (soprattutto pick-up) spettacolari che corrono su queste mega strade da 4 corsie per senso di marcia con l’onnipresente prato verde ai lati. Sembra un videogioco!
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Ecco 4 foto dell’ingresso e dei dintorni del OCCC:

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La sala dello show è veramente enorme, così come il convention center. Come sempre tutto efficiente, rapido e facile:

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In un paio d’ore il nostro stand, adiacente a quello della Edge, è pronto e possiamo trastullarci sfidando tarpon e pesci vela col simulatore:
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La vetrina più importante per il mercato USA è quella dedicata al bass fishing, uno degli sport più seguiti in assoluto. Noi siamo fieri di presentare il Geko-jig (in foto abbinato a un Bokon), la prima jig-head con girella innestata che permette di evitare qualunque torsione:
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Altro pezzo forte è il Pendolino system:

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… e ovviamente le gomme: Bruko, Bokon, Bikoa:

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Bak worm e Shrimp-U 2’, 3’ e 4’

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Mercoledì 15 inizia lo show!

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Ci sono tutti i più grandi campioni di bass fishing, alcuni dei quali si fermano a parlare con Emanuele che gli mostra i nostri prodotti chiedendo pareri e consigli. Tutti apprezzano molto l’idea del Geko-jig e non solo.

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Qui i migliori Pro sono ricchi, famosi, iper-sponsorizzati. Oltre ai campioni si incontrano anche nuove leve in cerca di sponsor, con la speranza di vivere o stravivere di pesca (se hanno talento e vincono le gare). Fra questi si avvicina il giovanissimo Stephen Tyson: è così simpatico e “puro” che decidiamo di prenderlo a bordo!

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La fiera è sconfinata e si vedono personaggi di tutti i colori e forme, dalla Pro bionda, ai manichini sexy, alla procace Jenny degli occhiali Costa:

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Noi ci presenteremo a tanta gente, prenderemo contatti con diverse ditte USA, ma non solo, e cercheremo di capire quali sono i passi migliori per entrare in questo mercato stratosferico!

Alcune sere dopo la fiera siamo rimasti in famiglia, gustando la cucina di Susan (fantastica persona!), rilassandoci, giocando a biliardo e rimettendo a posto i pensieri dopo il lavoro:
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Altre sere abbiamo visitato il circondario e mangiato fuori. In USA ci sono decine se non centinaia di catene di ristorazione, ognuna con le proprie peculiarità. Gary ci porta in questo posto country che prevede una sorta di negozio prima di arrivare alla sala.

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Il menù è molto Americano (non si può avere tutto dalla vita) e mi butto sul pesce gatto fritto!

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Qui un enorme spazio climatizzato che da noi abbasserebbe il PIL di un punto! Il clima esterno effettivamente non è piacevolissimo, è un caldo umido soffocante che compensa in parte l’assenza dell’inverno.

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Qui è il Tax collector, dove si pagano le tasse:
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Venerdì sera la fiera finisce e passiamo l’ultima cena tutti assieme a casa. Il giorno dopo restiamo io ed Emanuele. Prima della sua partenza abbiamo deciso di concederci due ora di pesca, ma prima dobbiamo fare un tocca e fuga da Bass Pro Shops. L’impatto, per me che non c’ero mai stato, è impressionante, il negozio è immenso. Purtroppo non abbiamo tempo e riesco a fotografare giusto l’acquario con tarpon, black bass e striped bass!
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Ed eccoci a Disney world, un parco sconfinato con tanto di strade e autostrade al suo interno:

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La pesca sportiva negli USA è dappertutto: entri in un pub e negli schermi danno video di pesca. Vai al bagno e sulle pianelle, vedi snooks, marlins etc. Vai a Disney world e non può mancare la zona dedicata alla pesca al bass con tanto di guida!
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Io ed Emanuele riusciamo a concederci due ore di bass. La guida, Jeff, non è molto ottimista, i clienti precedenti hanno preso poco e l’hanno preso col vivo! L’inizio non sembra facile, poi Emanuele trova la chiave nel Bruko!

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… e buca questo bell’esemplare:

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Ci spostiamo un po’, il paesaggio è incantevole:

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Anche se non potrò mai competere a bass con Emanuele, qualcuno son felice di bucarlo pure io:

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Emanuele con un dei bass che ha preso e la guida Jeff.
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Ci spostiamo ancora:
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Finite queste due orette di giostra salutiamo Jeff (che ci requisisce i Bruko!) e ci tocca una corsa contro il tempo, che Emanuele ha l’aereo, ma il check in è molto rapido, la restituzione della macchina rapidissima, e ce la caviamo egregiamente. L’aereo che passa sopra un cavalcavia non si vede tutti i giorni:

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Per andare nella downtown di Orlando, dove passerò una sera e una mattina prima di tornare, mi affido al servizio dell’aeroporto, che dista circa un’ora di viaggio da dove devo andare. All’andata prenderò un piccolo bus che mi porterà fino all’albergo. Al ritorno mi verrà a prendere un taxi. Calcolano loro stessi l’orario ideale  in base all’orario del mio aereo e quando mi comunicano il prezzo sono quasi incredulo: 31 dollari in tutto, quando non mi sarei aspettato non meno di 100!
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In Florida quasi nessuno vive in appartamento, l’abitazione normale consiste in una villa, la classica casa Americana col giardino verde e nessuna recinzione intorno, che fa parte di qualche resort (che solitamente comprende pure un lago da pesca). La città come la intendiamo noi, così, non è estesissima ed è più che altro il centro finanziario, infatti quasi tutti i grandi edifici appartengono a banche:

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La sera il centro si anima di personaggi:

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E parte la movida, concentrata in locali di ogni tipo nel giro di una decina di isolati. Molta multirazzialità, gente di ogni tipo e anche tante belle gnocche!
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C’è molto controllo, la polizia è ovunque, ma nonostante l’elevato tasso alcoolico generale c’è un’atmosfera di festa.

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L’ultima mattina mi faccio una passeggiata in relax, in pochi minuti arrivo a Lake Eola Park che si trova in pieno centro.

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In acqua spadroneggiano bass da infarto:
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Alla fine bisogna tornare:
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A Roma ritrovo una delle (non tante a dire il vero) cose che mi erano mancate:

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Dopo aver visto l’efficienza degli Americani certi proclami lasciano un po’ di perplessità:

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Una volta in Sardegna il biglietto del parcheggio si è smagnetizzato, e così dovrò aspettare mezz’ora sotto il sole che arrivi un addetto per farmi uscire. Ovviamente non c’è abbastanza personale e la disorganizzazione regna. Bentornato a casa!
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