“Momenti da Ricordare” di Francesco Paolini

by / lunedì, 20 ottobre 2014 / Published in Report

Ci sono situazioni che, in altri contesti,  sarebbero stati vissuti in modo diverso. In un certo qual modo  è come la teoria della relatività dove ogni cosa cambia aspetto se viene vista da un’altra prospettiva!

Esistono contesti oggettivi ma  l’interpretazione di chi li vive  fa assumere agli stessi quegli spessori, quella storia, quelle sensazioni, da rendere l’esperienza unica e singolare!

Man mano che passano gli anni, con l’esperienza e la maturità, interpreto la pesca come una condizione ideale dove tutto deve andare come mi piace, come ho immaginato, come voglio che vada…

Non è sempre facile trovare quel momento, il momento “perfetto”, ma il bello è proprio quello e cioè il tentativo di trasformare un’azione estremamente pratica in una dimensione più “spirituale” che ci rende meno cacciatori di prede e più cercatori di sogni!!

Il nostro momento è quello che deve arrivare, quello che abbiamo pensato ogni sera prima di addormentarci, quello che abbiamo ricercato per giorni e giorni: sotto il sole, al freddo di mattino presto, quello per cui ci siamo alzati nel cuore della notte per essere in mare nel magico momento della nascita del giorno!!

Il nostro momento è talmente bello che spesso si spera che non arrivi o che magari arrivi il più tardi possibile proprio per godersi in pieno la bellezza della sua attesa!

Esistono degli istanti nelle vita di un uomo che sembrano scritti, strade già definite, momenti particolari che fissano le nostre esperienze come punti di ripristino e, guardando indietro, ci servono come una memoria storica, come un punto di riferimento da cui partire per ricordare e ricostruire tutto il resto…. a noi non resta  altro che impegnarci al massimo in questa ricerca e, solo credendo fermamente in questo progetto, riusciremo a raggiungere gli obbiettivi…i nostri sogni!!

Nella mia memoria sono  già scolpiti un po’ di questi punti ma non  esclusivamente legati a prede significative ma ad importanti prede “vissute” con persone alle quali voglio bene e con le quali ho condiviso gioie, passione, ma anche momenti più difficili!

 Già da alcune ore stiamo lanciando a vuoto in un mare bellissimo, la giornata è limpida e calda ma mitigata da un maestralino teso che, oltre a darci refrigerio, crea in mare le condizioni perfette per quello che stiamo cercando: la Leccia.

E’ da circa una settimana che giriamo a vuoto ma si sa questa pesca è così…. basta solo crederci e non mollare poi se ti va di culo qualcosa magari arriva … anche se è più facile che questo non succeda!

In realtà non stiamo pescando a caso ma seguiamo dei riferimenti precisi che Francesco ha individuato e capito con le numerose uscite  effettuate in questo spot.

Sono circa le 18 quando iniziamo a pensare al rientro dato che siamo in mare dalle 14 … peschiamo a memoria chiacchierando piacevolmente di pesca e ricordando tutti quei bei momenti che abbiamo condiviso in passato….

“France…ti ricordi quelle mattina del dentice ?”…“Checco,  come si stava bene quando da bimbi spensierati si andava a fare le albe in Serchio alla spigola”…”e quando andammo con Emiliano sul lago di Chiusi? ..come ci si divertì quel giorno…ehhh !!!

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Alzo lo sguardo e vedo una sagoma nera dietro l’artificiale…la scia spiana le ondine provocate dal vento di nord/ovest … “France ma ce l’ho dietro???”. “ Si è dietro è diet …..”, neanche il tempo di finire la frase e…..  BOMMMMMMMMMMMM … una bomba esplode sul povero e indifeso Pro Q 120, a circa trenta, forse quaranta metri da noi, poi si la bestia si gira su se stessa e ci mostra mezzo corpo prima di partire con una potenza indefinita accompagnata dalla “sinfonia” della frizione del mitico stella FA!!

Qualche secondo di panico, prima ho paura di perderla poi riprendo il controllo e la concentrazione   fa si che il pesce sia sotto la barca in pochi minuti… è stupenda, argento vivo, un animale forte e fiero! Francesco dopo qualche tentativo fallito riesce finalmente a “bogarla”…sospiro di sollievo …ormai è in barca ormai è mia…anzi è nostra, non è enorme ma è un gran pesce perché è arrivato nel momento perfetto, nel momento in cui doveva arrivare. Noi dovevamo solo essere li e pescare!! Ci diamo un  “cinque” a mani aperte e un energico abbraccio ci aiuta a scaricare tutta l’eccitazione accumulata!!

Immortaliamo con qualche “scatto” e subito dopo ci accorgiamo che il pesce è stato gravemente ferito da un’ancorina, perde sangue copiosamente e infatti non riusciremo a rianimarlo…peccato !!

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Sono già passati alcuni giorni, suona il telefono… è il mio amico:  “Ciao Checco come stai?”

Bene grazie!!”  “Sei più stato in quel posto ?  “…No France ho avuto da fare e poi ha fatto mare brutto….”. “Ah, ok, appena riesco torno e andiamo insieme…mammamia che bello, come tirava e che fuga che ha fatto…”

…sono già passati alcuni giorni, pochi, ma abbiamo aggiunto e fissato un altro “Momento”  nella nostra memoria….durante la prossima pescata parleremo anche di questo!

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