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ALLARMI AMBIENTALI


Il fallimento del Summit sulla Terra.

Nel lontano 1992, a Rio de Janeiro, si tenne il grande Summit sulla Terra, ovvero il Vertice Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile; dieci anni dopo, a Johannesburg i maggiori capi di Stato e di Governo del pianeta hanno rinnovato tale incontro, promosso dalle Nazioni Unite, per cercare di applicare i programmi dell'Agenda 21, una sorta di road map sullo sviluppo sostenibile precedentemente approvata nel primo vertice del 1992 e riguardante quanto necessario fare per applicare concretamente la sostenibilità alle politiche economiche, finanziarie e sociali. Nei dieci anni intercorsi tra il primo ed il secondo Summit gli unici passi avanti significativi sono stati fatti sul piano della ricerca: è migliorata la capacità di conoscere e capire meglio i cambiamenti planetari in merito all'evoluzione dei sistemi naturali e dell'influenza che l'uomo ha su di essi, si è ampliata l'esplorazione della Terra tramite l'uso massiccio di satelliti e, in generale, si è approfondito il concetto teorico di sviluppo sostenibile. Purtroppo, come spesso accade anche per problemi minori, gli sviluppi della ricerca teorico-scientifica e le applicazioni della pratica politico-amministrativa non solo viaggiano a velocità diametralmente opposte, ma possono considerarsi totalmente privi di effetti concreti sul piano delle applicazioni e si limitano, come il vertice di Johannesburg ha dimostrato, ad una semplice passerella di capi di Stato in cui le promesse non sono altro che parole gettate al vento.
A oggi, dieci anni dopo il vertice di Rio ed un anno dopo quello di Johannesburg, i dati concreti sullo stato della terra sono impressionanti e dimostrano per l'ennesima volta il fallimento della politica tradizionale del sistema occidentale:

Popolazione
La popolazione planetaria in questi dieci anni è aumentata di oltre 770 milioni di individui. Abbiamo iniziato il novecento con 1,6 miliardi di individui, nel 1950 eravamo 2,5 miliardi ed abbiamo chiuso il XX secolo con oltre 6 miliardi di abitanti.

Autovetture
Dal 1992 ad oggi abbiamo registrato una crescita della produzione di autovetture che si è aggirata tra i 34 ed i 39 milioni annui. Nel 1992 il parco circolante era di 470 milioni, oggi supera i 530 milioni.

Carta
La produzione mondiale di carta nel 1992 era di 245 milioni di tonnellate, oggi è di oltre 300 milioni di tonnellate. Le percentuali di riciclo industriale sono bassissime e la nostra industria continua ad utilizzare la pasta di legno.

Clima
I danni derivanti da eventi meteorologici estremi sono triplicati nell'ultimo decennio e le emissioni di carbonio dovute all'utilizzo di combustibili fossili oggi sono superiori ai 6 miliardi e 300 milioni mentre nel 1992  erano di 5 miliardi e 928 milioni di tonnellate. Gli sconvolgimenti climatici sono sotto gli occhi di tutti e malgrado ciò gli Accordi di Kioto, ovvero 1/90° di quanto sarebbe necessario applicare con urgenza, non sono ancora stati sottoscritti da diverse nazioni, in primis l'America dell'amministrazione Bush.

Foreste
Il tasso di deforestazione a livello planetario per gli anni Novanta ha avuto una media di 14,6 milioni di ettari annui, localizzati principalmente nei paesi della fascia tropicale.

Debito dei paesi del terzo mondo
Il debito dei paesi poveri ha sorpassato i 2.500 miliardi di dollari. Nel 1992 era di 1.843 miliardi di dollari. Più del 58% della cifra totale riguarda nazioni dell'Asia orientale e dell'America Latina. Questi debiti continuano a sussistere in virtù del tasso d'interesse applicato dalle banche occidentali.

Al Vertice di Johannesburg l'amministrazione Bush ha obbligato i negoziatori alla stipula di un piano di azione "debole", privo di scadenze e con pochi obiettivi chiaramente delineati e sui quali, in seguito, sono state poste persino riserve. L'Unione Europea, distintasi per la mancanza di carattere, ha favorito il gioco statunitense in particolar modo sul tema delle energie rinnovabili che, come ben sappiamo, sono tese a ridurre le emissioni di anidride carbonica, in buona parte responsabili dei mutamenti climatici del pianeta che, anche questa estate, hanno dimostrato la veridicità degli studi effettuati a supporto degli Accordi di Kioto.
Ancora una volta le lobby industriali dei paesi occidentali hanno dimostrato di poter decidere le sorti del nostro pianeta, avendo un'intera classe politica al loro servizio.