|
Il
rapporto che ho avuto con le foci dei fiumi è sempre stato conflittuale: se
da un lato ero terribilmente attratto dal fascino dell’acqua torbida che si
gettava in quella limpida del mare dall’altro lato mi affliggeva un senso
di frustrazione dovuto al fatto di avere sempre preso dei cappotti memorabili
pescandoci a spinning! Perciò preferivo evitare di lanciare le mie esche in
questo ambiente così particolare, preferendo magari delle belle scogliere a
profilo basso
inondate dalla schiuma della risacca e ben popolate di spigole vogliose di
“assaggiare” i miei Rapala galleggianti. Ultimamente però i cappotti
sono diminuiti e uno spot in
particolare ha contribuito a dissolvere
quella dannata frustrazione e cioè la foce del fiume Coghinas. Il Coghinas
è il fiume più grande del Nord Sardegna e la sua foce si trova nei pressi
di Valledoria. La morfologia della foce è molto condizionata dalla portata
del fiume e le variazioni stagionali creano nello stesso luogo ambienti molto
diversi. Comunque il fiume termina con un “lago” dalla forma allungata
che corre parallelamente al mare per circa due km. La profondità di tale
lago dipende molto dal fatto che lo sbocco in mare sia aperto o meno dato che
quando la potata del fiume è ridotta, basta una modesta mareggiata per
chiudere letteralmente la bocca del fiume e impedire il deflusso regolare
dell’acqua dolce in mare. In questa situazione, tipicamente estiva, il
livello del lago di foce raggiunge il suo livello massimo e la profondità
può arrivare in alcuni punti a circa 3,5-4m con una media di 2. Quando
invece lo sbocco in mare è aperto, il livello scende di circa 30-40 cm,
generando isolotti di sabbia e mettendo all’asciutto alcuni canneti ripari.
Lo sbocco può aprirsi per tre motivi: o per la pioggia che gonfia un po’
il fiume che riesce a sfondare l’istmo di sabbia creatosi durante le
mareggiate, o per l’apertura della diga molto più a monte che genera l’effetto
di mini piena come se abbia piovuto oppure ancora aperto artificialmente da
degli escavatori in modo da permettere alle barche di poter passare dal fiume
al mare e viceversa. L’ambiente è in entrambi i casi molto suggestivo: la
vegetazione sulle rive è molto fitta quasi ovunque tranne in prossimità del
mare dove ci sono delle grosse dune di sabbia. Specialmente d’inverno,
quando i turisti sono oltre Tirreno, si possono osservare un’infinità di
uccelli che perlustrano indisturbati la zona. Il silenzio è sovrano ma viene
spesso rotto da degli improvvisi rumori che più che altro assomigliano a
tonfi: sono muggini che per qualche motivo misterioso saltano fuori dall’acqua
del lago della foce facendo anche 4-5 salti consecutivi fuori dall’acqua e
richiamando l’attenzione a tutti quelli come noi, drogati di spinning,
hanno perennemente un’artificiale che nuota nella testa. L’abbondanza di
muggini in quest’ambiente è veramente notevole e difatti i pescatori
locali, sportivi e non gli dedicano tutte le attenzioni del caso. Ma a noi,
in fondo in fondo, dei muggini interessa poco direttamente ma moltissimo
indirettamente: è noto infatti che dove ci sono tanti muggini ci sono tanti
altri pinnuti che di muggini vanno ghiotti; mi riferisco ovviamente alle
spigole!! La foce del Coghinas è veramente un paradiso per questo
pesce ed essendolo per lui non può che esserlo per noi. Queste informazioni
potrebbero bastare per organizzare seduta stante una bella spedizione in loco
ma non è tutto: oltre che di
spigole il fiume è anche ben popolato di bass, sino alla foce: non vi
stuzzica l’idea di pescare black bass a 20 m dal mare e non vi stuzzica
ancora di più l’idea di poter pescare nella stesso posto, magari in due
lanci consecutivi un bass e una spigola? Beh, per me la cosa è veramente
spettacolare!!! Bisogna
però precisare che mentre le spigole sono catturabili tutto l’anno sia con
la foce aperta che con la foce chiusa i bass, come ovunque, risentono del
cambiamento di stagione e difficilmente ne allameremo quando l’acqua è
fredda (in inverno) e in ogni caso col fiume in comunicazione diretta col
mare la loro presenza diminuirà proporzionalmente alla salinità dell’ambiente.
La foce del Coghinas può essere affrontata in due modi: o dalla riva a piedi
con canne da 8-9’, oppure molto più comodamente dalla barca. Pescare dalla
riva è però un po’ limitante in quanto si potrà pescare agevolmente solo
dove la vegetazione riparia è assente e cioè in prossimità della bocca del
fiume e immediatamente fuori da questa cioè già in acqua salata. Con la
barca invece si potrà sondare qualsiasi zona del lago di foce, sia nella
bocca, sia in mare (sempre che la foce sia in comunicazione col mare e ci
permetta di uscire dal fiume).
Lanciando da riva occorrono canne da 8-9’ in grado di lanciare sino 1, 1½
oz montate secondo preferenze personali da spinning o da casting. Come filo
un 12 lbs è più che sufficiente. Sulle esche come al solito ci si può
sbizzarrire ma personalmente mi sono sempre trovato bene con i rapala
galleggianti in particolare con gli Husky 13 sia Original in balsa, sia i
Jerk in plastica. Da provare anche i popper, specialmente in assenza di
vento, ma anche i jig in prossimità della vegetazione. Il punto migliore è
sicuramente la bocca del fiume sia
immediatamente dentro il fiume che immediatamente fuori, in acqua salata. In
particolare, lanciando nel tratto di mare in prossimità della foce, i punti
più fruttuosi sono quelli appena di lato al “correntone” di acqua dolce
che fluisce in mare e dove l’acqua risulta quasi ferma. Un solo consiglio:
lanciare, lanciare, lanciare e avere pazienza e fiducia!!! Certo che se il
fiume non sbocca in mare le possibilità di cattura diminuiscono
drasticamente ma come sempre qualche lancio non lo si può lesinare.
Lanciando dalla barca il discorso è un po’ diverso: le canne sono
sensibilmente più corte, 5’6”, 6’ o giù di lì con potenze fino ad un
massimo di 1oz. ma con un optimum di 5/8 oz. Casting o spinning non fa
differenza (anche se io preferisco la prima, ma si tratta di una mia
deformazione mentale….), fili da 10-12 lbs oppure trecciati con diametro
dello 0,18-020. I punti migliori dove cercare bass e spigole sono i cespugli
sommersi e i canneti lungo le rive e le esche principe sono jigs antialga da
¼, ¾ oz.
oppure testine piombate dello stesso peso montate con jig siliconici
single e double tail da 2-3” in colori chiari come il bianco, il giallo o
il crema. Possiamo sempre provare con crankbaits da bass stando attenti però
alla vegetazione che cresce rigogliosa anche sotto la superficie dell’acqua.
Non scordiamo mai i popper, veramente efficaci se sono presenti cacciate in
superficie. Oltre che lungo le rive infrascate, non dimentichiamo di sondare
la bocca del fiume, magari facendoci trasportare
dalla corrente in mare e contemporaneamente lanciando: le sorprese saranno
assicurate anche perché oltre le spigole, anche altri simpatici amici
stazionano stagionalmente in prossimità della foce alla ricerca di muggini
sprovveduti: mi riferisco alle lecce e di più non aggiungo se non
un bel "provare per credere!". Dimenticavo: per poter
sondare al meglio la foce con la barca, oltre il motore ordinario, vi
consiglio l’uso di un motorino elettrico per spostamenti silenziosi e
precisi.
Saluti
a tutti.
Max “the Bass Addict”
Come
arrivarci: niente di più facile!!! Arrivando a Valledoria da Castelsardo,
circa 1 km prima di Valledoria c’è un bivio sulla destra per “San Pietro
a mare”. Prendetelo, proseguite dritti; troverete un altro incrocio 100 m
più avanti: andate sempre dritti e
dopo altri 300 m arriverete ad una chiesetta: dietro di essa troverete un
vasto parcheggio in terra battuta dal quale si domina tutta la foce e dal
quale si accede facilmente allo spot. Se vogliamo portare la barca, dobbiamo
prendere un’altra strada che ci conduce ad uno scivolo sul fiume. Prendiamo
sempre per “San Pietro a mare”
ma al successivo incrocio girate a destra, proseguite per 300 m.
e girate a sinistra in una strada asfaltata : dopo altri 100 m
troverete un grosso spiazzo sterrato che da sul fiume e sulla sinistra, un po’
nascosto, c’è un comodo scivolo in cemento dove calare la barca.
Se vi capiterà di vedere un gommone verde che quasi affonda per il
peso delle esche delle canne trasportate, beh……sono io!!

Se
siete interessati ad avere maggiori informazioni:
|