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La foce del Coghinas - Sardegna

di Max Scarpa

 

Il rapporto che ho avuto con le foci dei fiumi è sempre stato conflittuale: se da un lato ero terribilmente attratto dal fascino dell’acqua torbida che si gettava in quella limpida del mare dall’altro lato mi affliggeva un senso di frustrazione dovuto al fatto di avere sempre preso dei cappotti memorabili pescandoci a spinning! Perciò preferivo evitare di lanciare le mie esche in questo ambiente così particolare, preferendo magari delle belle scogliere a profilo basso inondate dalla schiuma della risacca e ben popolate di spigole vogliose di “assaggiare” i miei Rapala galleggianti. Ultimamente però i cappotti sono diminuiti  e uno spot in particolare ha contribuito a  dissolvere quella dannata frustrazione e cioè la foce del fiume Coghinas. Il Coghinas è il fiume più grande del Nord Sardegna e la sua foce si trova nei pressi di Valledoria. La morfologia della foce è molto condizionata dalla portata del fiume e le variazioni stagionali creano nello stesso luogo ambienti molto diversi. Comunque il fiume termina con un “lago” dalla forma allungata che corre parallelamente al mare per circa due km. La profondità di tale lago dipende molto dal fatto che lo sbocco in mare sia aperto o meno dato che quando la potata del fiume è ridotta, basta una modesta mareggiata per chiudere letteralmente la bocca del fiume e impedire il deflusso regolare dell’acqua dolce in mare. In questa situazione, tipicamente estiva, il livello del lago di foce raggiunge il suo livello massimo e la profondità può arrivare in alcuni punti a circa 3,5-4m con una media di 2. Quando invece lo sbocco in mare è aperto, il livello scende di circa 30-40 cm, generando isolotti di sabbia e mettendo all’asciutto alcuni canneti ripari. Lo sbocco può aprirsi per tre motivi: o per la pioggia che gonfia un po’ il fiume che riesce a sfondare l’istmo di sabbia creatosi durante le mareggiate, o per l’apertura della diga molto più a monte che genera l’effetto di mini piena come se abbia piovuto oppure ancora aperto artificialmente da degli escavatori in modo da permettere alle barche di poter passare dal fiume al mare e viceversa. L’ambiente è in entrambi i casi molto suggestivo: la vegetazione sulle rive è molto fitta quasi ovunque tranne in prossimità del mare dove ci sono delle grosse dune di sabbia. Specialmente d’inverno, quando i turisti sono oltre Tirreno, si possono osservare un’infinità di uccelli che perlustrano indisturbati la zona. Il silenzio è sovrano ma viene spesso rotto da degli improvvisi rumori che più che altro assomigliano a tonfi: sono muggini che per qualche motivo misterioso saltano fuori dall’acqua del lago della foce facendo anche 4-5 salti consecutivi fuori dall’acqua e richiamando l’attenzione a tutti quelli come noi, drogati di spinning, hanno perennemente un’artificiale che nuota nella testa. L’abbondanza di muggini in quest’ambiente è veramente notevole e difatti i pescatori locali, sportivi e non gli dedicano tutte le attenzioni del caso. Ma a noi, in fondo in fondo, dei muggini interessa poco direttamente ma moltissimo indirettamente: è noto infatti che dove ci sono tanti muggini ci sono tanti altri pinnuti che di muggini vanno ghiotti; mi riferisco ovviamente alle spigole!!  La foce del Coghinas è veramente un paradiso per questo pesce ed essendolo per lui non può che esserlo per noi. Queste informazioni potrebbero bastare per organizzare seduta stante una bella spedizione in loco ma non è tutto:  oltre che di spigole il fiume è anche ben popolato di bass, sino alla foce: non vi stuzzica l’idea di pescare black bass a 20 m dal mare e non vi stuzzica ancora di più l’idea di poter pescare nella stesso posto, magari in due lanci consecutivi un bass e una spigola? Beh, per me la cosa è veramente spettacolare!!!  Bisogna però precisare che mentre le spigole sono catturabili tutto l’anno sia con la foce aperta che con la foce chiusa i bass, come ovunque, risentono del cambiamento di stagione e difficilmente ne allameremo quando l’acqua è fredda (in inverno) e in ogni caso col fiume in comunicazione diretta col mare la loro presenza diminuirà proporzionalmente alla salinità dell’ambiente.
La foce del Coghinas può essere affrontata in due modi: o dalla riva a piedi con canne da 8-9’, oppure molto più comodamente dalla barca. Pescare dalla riva è però un po’ limitante in quanto si potrà pescare agevolmente solo dove la vegetazione riparia è assente e cioè in prossimità della bocca del fiume e immediatamente fuori da questa cioè già in acqua salata. Con la barca invece si potrà sondare qualsiasi zona del lago di foce, sia nella bocca, sia in mare (sempre che la foce sia in comunicazione col mare e ci permetta di uscire dal fiume).
Lanciando da riva occorrono canne da 8-9’ in grado di lanciare sino 1, 1½ oz montate secondo preferenze personali da spinning o da casting. Come filo un 12 lbs è più che sufficiente. Sulle esche come al solito ci si può sbizzarrire ma personalmente mi sono sempre trovato bene con i rapala galleggianti in particolare con gli Husky 13 sia Original in balsa, sia i Jerk in plastica. Da provare anche i popper, specialmente in assenza di vento, ma anche i jig in prossimità della vegetazione. Il punto migliore è sicuramente la bocca del fiume sia immediatamente dentro il fiume che immediatamente fuori, in acqua salata. In particolare, lanciando nel tratto di mare in prossimità della foce, i punti più fruttuosi sono quelli appena di lato al “correntone” di acqua dolce che fluisce in mare e dove l’acqua risulta quasi ferma. Un solo consiglio: lanciare, lanciare, lanciare e avere pazienza e fiducia!!! Certo che se il fiume non sbocca in mare le possibilità di cattura diminuiscono drasticamente ma come sempre qualche lancio non lo si può lesinare.
Lanciando dalla barca il discorso è un po’ diverso: le canne sono sensibilmente più corte, 5’6”, 6’ o giù di lì con potenze fino ad un massimo di 1oz.  ma con un optimum di 5/8 oz. Casting o spinning non fa differenza (anche se io preferisco la prima, ma si tratta di una mia deformazione mentale….), fili da 10-12 lbs oppure trecciati con diametro dello 0,18-020. I punti migliori dove cercare bass e spigole sono i cespugli sommersi e i canneti lungo le rive e le esche principe sono jigs antialga da ¼, ¾  oz.  oppure testine piombate dello stesso peso montate con jig siliconici single e double tail da 2-3” in colori chiari come il bianco, il giallo o il crema. Possiamo sempre provare con crankbaits da bass stando attenti però alla vegetazione che cresce rigogliosa anche sotto la superficie dell’acqua. Non scordiamo mai i popper, veramente efficaci se sono presenti cacciate in superficie. Oltre che lungo le rive infrascate, non dimentichiamo di sondare la bocca del fiume, magari facendoci trasportare dalla corrente in mare e contemporaneamente lanciando: le sorprese saranno assicurate anche perché oltre le spigole, anche altri simpatici amici stazionano stagionalmente in prossimità della foce alla ricerca di muggini sprovveduti: mi riferisco alle lecce e di più non aggiungo se non  un bel "provare per credere!".  Dimenticavo: per poter sondare al meglio la foce con la barca, oltre il motore ordinario, vi consiglio l’uso di un motorino elettrico per spostamenti silenziosi e precisi.

Saluti a tutti. 
Max “the Bass Addict”

 

 

 

Come arrivarci: niente di più facile!!! Arrivando a Valledoria da Castelsardo, circa 1 km prima di Valledoria c’è un bivio sulla destra per “San Pietro a mare”. Prendetelo, proseguite dritti; troverete un altro incrocio 100 m più avanti: andate sempre dritti  e dopo altri 300 m arriverete ad una chiesetta: dietro di essa troverete un vasto parcheggio in terra battuta dal quale si domina tutta la foce e dal quale si accede facilmente allo spot. Se vogliamo portare la barca, dobbiamo prendere un’altra strada che ci conduce ad uno scivolo sul fiume. Prendiamo sempre per  “San Pietro a mare” ma al successivo incrocio girate a destra, proseguite per 300 m.  e girate a sinistra in una strada asfaltata : dopo altri 100 m troverete un grosso spiazzo sterrato che da sul fiume e sulla sinistra, un po’ nascosto, c’è un comodo scivolo in cemento dove calare la barca.  Se vi capiterà di vedere un gommone verde che quasi affonda per il peso delle esche delle canne trasportate, beh……sono io!!

 

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