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Ogni
volta che saliamo sull’aereo che alla fine della vacanza ci riporta verso
casa minaccio la mia ragazza con il ritornare in Costa Rica e stabilirmi
definitivamente, e la cosa divertente è che riesco ad essere tremendamente
serio fino a quando non mi congela con il classico “Non dire fesserie”. Non
é un segreto che le donne siano molto più pratiche di noi..... Il paese è
bellissimo, vegetazione lussureggiante, animali di tutti i tipi e di tutte le
specie, gente amabile e ben due mari, anzi tre, i Caraibi, l’Atlantico e il
Pacifico. Ovviamente ben zeppi di pesci. In un paio di viaggi abbastanza
fortunati, ho avuto modo di provare le grandi opportunità che offre la pesca
negli estuari dei fiumi, lungo la costa e in alto mare, sempre e solo a
spinning. Più o meno ho avuto a che fare con una ventina di specie
differenti, dai Roosterfish ai Vela ed è proprio di questi ultimi che
parleremo in questa occasione. Vela con Popper...ovviamente.
Accettai con piacere l’invito del mio amico Ed Hughes, mitico captain di
Rhode Island e collaboratore del Crocodile Bay Lodge. Il Lodge è decisamente
nuovo, costruito molto bene e con gusto, con stanze e bagni molto spaziosi e
una certa cura per i particolari. La flotta è ad
altissimo livello con skiff da 18’ e Bay Boats da 21’ per pescare nella
baia, Rambo 26 e Strike 33 per l’offshore
ai Vela, Marlin e Tonni. Capitani
americani e costaricensi “top notch” e materiali di prim’ordine
completano il lato tecnico/alieutico e la fama dell’organizzazione é
rinomata nell’ambiente americano, normalmente molto esigente: insomma un
covo di/per pescatori.
Arrivammo io e la mia ragazza a fine Marzo, in piena Pasqua e “run” dei
Vela. Dopo una rapida escursione pomeridiana in cerca degli Snook alle foci
dei fiumi che si immettono nella baia, ci ritrovammo per cena con Ed, James
Baab del Gray’s Sporting Journal, una bellissima e specialissima rivista di
pesca americana e un altro interessante personaggio chiamato Mike Laptew
fotografo, cameraman e produttore video di pesca e sui pesci incredibili. Tra
racconti vari e scemenze sopraggiunse il sonno, il giorno dopo la sveglia era
alle 5:30, roba da infarto.
La mattina seguente Lydia aveva programmata un’escursione al parco
nazionale di Matapalos e dopo colazione ci separammo. Con
tutti i miei ammennicoli mi diressi verso il molo, un caldo della madonna
rese la trasferta (500 metri max.) leggermente drammatica e come sempre mi
resi conto troppo tardi che una volta di piú stavo viaggiando con troppo
materiale.... Mi aspettava una
Rambo 26 con Scott, il capitano, e la sua compagna, Lisa: per la prima volta
mi trovavo a pescare con un mate donna e l’affiatamento che avevano tra di
loro mi mise subito a mio agio. Spiegai a Scott le mie
turbe psichiche, menzionai i Roosterfish e le Cubere e
mi rispose che i Vela erano “Red Hot” e che sarebbe stato più
divertente provare ad alzarli con i teasers e poi lanciargli il popper. Mi
sembrava convinto e convincente, mi lasciai sedurre e a 22 nodi passammo Cabo
Matapalos, la punta estrema della baia, verso il mare aperto. A
20 miglia dalla costa Scott e Lisa stavano
già stendendo i teasers però il primo Vela lo vedemmo sonnecchiare in
superficie e approfittai per
lanciargli un popper. Ovviamente l’emozione mi
giocò uno scherzetto e quasi l’ammazzo tirandogli con violenza 70 grammi
di legno in testa, inutile aggiungere che s’inabissò rapidamente non senza
aver lanciato un paio di bestemmioni con pinne e contropinne. Scott mi
guardò un po’ strano, cercai di nascondermi nel gavone di prua però, per
fortuna, un Vela apparso dietro a uno dei teasers richiamò l’attenzione e
mi salvò da una situazione abbastanza penosa. Lisa rapidamente recuperò i
teasers liberi mentre Scott avvicinava alla barca quello “occupato”: io
avrei dovuto solamente aspettare che il Vela si situasse dietro la poppa
incavolato come un bufalo e tirargli il
popper: trooooppo facile. OK, il pesciolotto sta li, a 4 metri dalla
murata, evidentemente nervoso, io più di lui. Lancio.
Il Vela scruta la superficie, si alza, la spada sferza l’artificiale, lo
prende in bocca e finalmente si gira. Ferro
lateralmente e lo tengo per un secondo, poi si slama. Questa
è una situazione che si ripete varie volte, l’amo non si installa mai
nella mascella e senza una solida presa scivola via e il pesce si sgancia
senza pietà. Arriviamo ad avere fino a 4 vela contemporaneamente sotto la
barca, ne abbiamo alzati già una dozzina ed è arrivato il momento di
fermarsi un secondo e riflettere. Dove
sto sbagliando?. Pescavo con popper di varie marche,
le uniche modifiche che avevamo apportato erano semplici però
indispensabili. Le ancorette erano
state tolte, e in cambio avevo montato solo un amo singolo posteriore, un VMC
SALMON SIWASH 9171 dell’ 8/0 che, grazie all’anello aperto, si adatta
facilmente sugli artificiali.
Scott suggerisce di addolcire le ultime fasi prima della ferrata utilizzando
un drop-back, come per l’esca viva; in pratica, anche se suona un po’
assurdo, si trattava di far mangiare il Vela e di permettergli di ingoiare l’artificiale
un pelo più a fondo. Mi sembra una buona idea adesso
solo dobbiamo metterla in pratica. Il
Vela successivo viene avvicinato allo poppa e, mantenendo la calma
gli lancio un grosso Skitter Pop da 12 cm, un pò a sinistra rispetto
a la sua posizione, dentro il suo campo visivo e in una posizione ottima per
poterlo successivamente ferrare. Tra l’abbrivio della barca (esiste una
regola che tutti i captain rispettano, ovvero di metter la barca in folle
prima di lanciare. E' una regola della IGFA per pescare i rostrati a mosca) e
il recupero, il popper e il Vela avrebbero collimato in un paio di secondi ed
infatti vidi la spada uscire dall’acqua e punire l’inganno. Il
pesce entrò lateralmente e si girò, in quel momento, invece di ferrare lo
accompagnai con la punta della canna e trattenni il respiro. Wack!
....wack,wack,wack,wack. 5 ferrate laterali successive
con la canna bassa e la frizione ben regolata e il Vela parte in quarta
iniziando lo spettacolino da circo Barnum. Sembra che ci sia; nonostante i
salti non è riuscito a sputare l’amo, il drop-back ha dato i suoi frutti. In
10 minuti arriva a babordo con la lingua di fuori, Scott lo solleva per il
“naso” per la foto di rito: 80 libbre di peso la sua stima.
Rimette la barca in marcia, rianima il rostrato per
2/3 minuti prima di rilasciarlo, e il Vela se ne va a casuccia contento
contento. Gli high fives (damme er cinque come si dice a Roma) si
sprecano e la pesca continua: teasers a mollo, 8/9 nodi e un po’ di attesa
che ammazzo divorando un panino e scolandomi 3 litri d’acqua, ovvero tutto
quello che mi ero scordato di inghiottire durante la tensione mattutina. In
pochi minuti stiamo di nuovo gridando come zitelle isteriche, un altro Vela
aveva fatto capolino e si ricominciava il tran-tran. Non viene solo, 3 sono
sotto il Rambo! Meglio così, penso, saranno più aggressivi. Lancio,
attacca, aspetto, ferro, parte, regge, regge, regge....snap! Ci risiamo, già
era successo in un’altra occasione, una spada volontariamente o
inavvertitamente aveva toccato il filo rompendolo. Non è poi così grave:
tutto sommato ce la caviamo con una leggera scarica di improperi e rifacciamo
la montatura. Dopo pochi minuti un Dorado grande come una Vespa 125 comincia
a prendere a capocciate un teaser, gli lancio il popper e ovviamente se ne
frega. Riprendiamo il nostro cammino. Il
Vela successivo arriva solo, o per lo meno così sembra (Mike Laptew, che ha
visto molti vela sott’acqua, conferma che non attaccano mai soli, e che
sotto quello che sta più vicino alla superficie, ce ne sono sempre altri),
il CHUG BUG da 11 gli cade a pochi metri, suppongo che lo localizzi con la
coda dell’occhio e poi parta, spada fuori, entra, si gira eeeeeeee wack!. Parte
la ferrata, come al solito multipla, per permettere all’amo di installarsi
nella dura mandibola, l’amico friz decolla, sembra non atterrare mai, ruba
150 metri di filo e si inabissa in direzione Panama. La lotta mi impegna un
po’ di più però diciamo che in 15 o 20 minuti sta a mò di sogliola al
lato della barca. 120 pounds esclama Scott, quasi 60 kili nel nostro più
perfetto sistema decimale. In barca per la foto, Lisa alla Nikon e poi
rapidissimamente in acqua per la “risurrezione”. Not too bad, not too
bad, conferma il capitano, oramai è arrivato il momento di tornare al
lodge e rimesso un po’ di ordine nella barca partiamo. 
La mattina successiva uscimmo di buona lena e in meno di un’ora stavamo
pescando. I Vela collaborarono al meglio però, tra un paio di sciabolate
tradotte in rotture e molte cilecche non riuscimmo a imbarcarne neanche uno. Scott
mi diceva: Yesterday you were so mellow, what’s up with you today? SI
riferiva al fatto che il giorno prima, una volta preso il ritmo, lavorassi
molto dolcemente il pesce durante l’abboccata facendogli ingoiare l’artificiale
mentre oggi, non c’era niente da fare. Ferrai
un paio di animali che, come ho anticipato poc’anzi vennero liberati dal
settimo cavalleggeri, però in linea di massima non c’ero: cose che
capitano, tutti abbiamo i nostri giorni no! Tornammo al lodge un po’
provati, Scott mi guardava seriamente e Lisa chiacchierava con Lydia. Ed,
essere umano tra i migliori che circolano su questo pianeta, mi disse che era
assolutamente normale e che i Vela fanno di questi scherzi e l’atmosfera
piacevole del lodge rilassò gli animi anche se l’indomani, in orario
disumano, avremmo dovuto abbandonare il nostro verde paradiso. Cercando
di riassumere i due giorni di pesca al Vela, credo poter affermare che tra i
pesci alzati con i teasers, quelli che avevamo visto saltare e i branchi che
si sbafavano le sardinette, probabilmente ne avevamo contati una settantina,
35 Vela al giorno. ‘Na bellezz! Che ne pensate, vale la pena un viaggetto
in Costa Rica? Se cercate i Vela
la stagione migliore nel Golfo Dulce è tra Dicembre e Aprile, prenotiamo ?
ATTREZZATURA:
Canna.
Per lo spinning costiero e per i Vela funziona lo stesso tipo di canna e
concretamente consiglio un attrezzo di queste caratteristiche: lunghezza
2,10, potenza di lancio 70/80 grammi, filo da 10 a 30 libbre. Voto
incondizionale per la mia G.Loomis Escape in 3 pezzi.
Mulinello.
Un 4.000. Un Daiwa magari, dal Regal al Team Daiwa: con hanno me funzionanato
egregiamente
Filo.
Trecciati, senza dubbio. Passate le 15 libbre il nylon diventa più
complicato per poter lanciare decentemente e i vantaggi
dei multifibra sono davvero tanti. Power
Pro: if you can, is the best. Ricordatevi che
se cercate I Vela dovete possibilmente raddoppiare l’ultimo metro di lenza
madre e poi aggiungere un terminale di un metro da 80 libbre che serve per
resistere agli sfregamenti con il rostro. Per le altre specie, un terminale
da 50 libbre è già sufficiente.
Artificiali.
Fate come volete però io lascerei a casa tutti i modelli tradizionali e
riempirei le cassette di poppers e pencil poppers, lasciando un po’ di
spazio per un nutrito assortimento di jigs tra le 2 e le 6 once. Tra gli
artificiali di superficie raccomando gli HYDRO TIGER e SURFACE CRUISER di
YO-ZURI, SKITTER POP (12cm) di RAPALA, PENCIL POPPER di COTTON CORDELL,
POLARIS POPPER di GIBBS, PERFECT POPPER e PERFECT SQUID di HAB’S, l’EXPLODER
della HIGH TIDE e il SALTWATER CHUG BUG di STORM; magari aggiungerei un paio
di walkin’ the dog come il SUPER SPOOK e lo SPIT’N IMAGE di
EXCALIBUR e l’Havana di FISHTEK, una specie di sigarone di plexiglass che
nuota che è una bellezza.
PER
INFORMAZIONI:
CROCODILE
BAY LODGE www.crocodilebay.com
NAVARSOL
www.navarsol.com
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tel.: ##34 902100760
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contattarmi: caranx@caranx.net
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