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Costruire i jig - parte prima
di Antonio Rosciano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dunque, allora parleremo di come realizzare in casa una testina piombata e rifinirla il meglio possibile con l'ausilio di attrezzi di uso non professionale. Iniziamo cosi il nostro mini corso per la costruzione dilettantistica di Jigs e andiamo, innanzi tutto a parlare della...

1.1 SICUREZZA

LAVORARE CON PIOMBO.

Il piombo è pericoloso e tossico. Normalmente contiene piccole quantità d'impurità come antimonio, arsenico e mercurio il cui vapore è molto velenoso.
Il piombo ha un effetto cumulativo e non è facilmente eliminato dall'organismo. Può essere assorbito quando s'inalano i vapori, questi sono depositati nelle mucose di naso e bocca e susseguentemente inghiottiti.
Non ingerire alimenti e fumare mentre si lavora con il piombo (io direi non fumare mai!). Queste sono le principali maniere in cui il piombo può essere ingerito o assorbito.
Addizionalmente a queste precauzioni riguardo al maneggiarlo, vi sono anche quelle rispetto alle alte temperature necessarie per scioglierlo. I metalli liquefatti, se non si lavora con prudenza e sistematicamente, sono potenzialmente pericolosi. Il piombo puro squaglia a 327º C. Più impuro è e più temperatura sarà necessaria per scioglierlo.

1.2 REGOLE AD OSSERVARE QUANDO CI PREPARIAMO A LAVORARE CON PIOMBO FUSO:

a- Accertarsi che non ci sia attività intorno all'area di lavoro. Non fondere quando altri, particolarmente bambini, siano in giro. Badare anche alle mascotte (cani, gatti, ecc.) che possano interferire.

b- Assicurarsi una ventilazione adeguata. I fumi e vapori, oltre alla sua tossicità, possono anche disturbare agli altri conviventi, e far sì che la padrona di casa prenda una scopa per il manico e finisca anticipatamente la sessione di molding...

c- Assicurarsi di lavorare in una superficie solida, sicura e protetta contro gli eventuali schizzi di piombo fuso, se non volete rovinare un tavolo, il parquet, la moquette...

d- Utilizzare recipienti con base piatta e stabile. Se usate la cucina di casa, accertarsi che le griglie non si muovano. Il piombo, si sa, è pesante. Un piccolo contenitore può pesare parecchio e diventare incontrollabile se comincia inaspettatamente a muoversi e sdrucciolare!

e- Per nessun motivo avere dell'acqua nell'area di lavoro! Se il piombo sciolto viene in contatto con acqua, o pure umidità, SCOPPIA! Schizza come se buttassimo piombo sul ventilatore! I risultati sono imprevedibili.

Niente di tutto questo ha carattere intimidatorio. Se precedentemente hai costruito jigs, allora conoscerai molti di queste regole di precauzioni, ma se sei un principiante conviene sicuramente usare il buon senso e rispettarle.

2. FERRI DEL MESTIERE

2.1
PER CREARE LA TESTINA:
(non necessariamente in ordine d'importanza).

- PICCOLO TEGAME IN GHISA. In mancanza, va bene uno in alluminio. Destinare il suo uso futuro SOLO per questo lavoro. Meglio ancora se ha il beccuccio per erogare. Esistono dei cucchiaioni in ghisa per piccoli lavori di fonderie. Potrebbe sostituire il tegame. Cercasi in ferramente e fornitori di materiali per l'idraulica.
- PINZA punta fina

- PINZA da taglio

- LIME piatte, grano medio e fino

- PENNELLI vari

- SPAZZOLINO IN BRONZO SOTTILE. Esiste uno buonissimo che si trova nei grandi supermercati nel reparto degli articoli per la pulizia delle calzature.

- MASCHERINA *importante* Scegliere bene il tipo di mascherina ad utilizzare. Quelle in carta usa e getta sono sconsigliate. Ricordiamo che dovrà essere efficace sia per i vapori sia per le particelle di piombo in aria quando è limato. Consiglio quelle con filtro al carbone. Leggere attentamente le istruzioni del fabbricante.

- OCCHIALI PROTETTIVI contro schizzi.

- GUANTI. *importante* Scegliere bene, in modo che proteggano contro eventuali gocciolate sulle mani. Quelli in cuoio vanno bene.

- POMATA PER SCOTTATURE. (per quelli che non hanno creduto...) 'Pomata Foille' in farmacia, e almeno il dolore durerà solo alcuni minuti... *importante* deve essere a portata di mano per applicarla SUBITO DOPO l'indesiderabile incidente.



2.2
PER VERNICIARE (oltre alle vernici, ovviamente, di cui parleremo più in dettaglio)

- AEROGRAFO

- SBARRE FILETTATE, serviranno come appendibili degli jigs, di lunghezza a propria necessità (da 20 a 40 cm direi).

- APPOGGIO (due) in forma "Y" per le sbarre filettate (può essere un solo pezzo, unito così: Y_______Y, mi spiego? e di un'altezza pari o maggiore alla lunghezza degli artificiali a verniciare).

- PAINT BOX: rimbombante nome per una scatola in cartone con aggiunta d'ovatta e ventola. Spiegheremo più avanti.

- CHIODI con delle testine piatte in diversi diametri, per dipingere gli occhi.

- TELA intrecciata a rete (tipo tulle) per usarla come calco e dipingere le squame.

- Opzionale:
- FORNO (dipenderà della vernice utilizzata).



2.3
PER IL DRESSING

Minimo necessario:

- MORSETTO

- FORBICI (Mediana e piccola)

- TAGLIERINO

- PORTAFILO

- FLACONCINO per il Head Cement (colla per rifinire le legature). Va benissimo quelli dello smalto per le unghie

- INCISORE DENTISTICO o simile

- MATERIALE E TESSUTI VARI, per le code, (Bucktail, FisHair, Krystal Flash, ecc.)

- FILO, per legare le code (quello usato anche dei moschisti), preferibilmente non intrecciato e forte.


3. STAMPO

3.1
Esistono diversi tipi di materiali per procurarsi uno stampo più che adeguato per i nostri propositi, ma il più comune e reperibile è il gesso. In America si usa moltissimo, a livello amatoriale, una gomma siliconica della Dow Corning chiamata RTV Silastic Moldmaking Rubber. ('RTV' sta per 'Room Temperature Vulcanizing'), resistente alle alte temperature e facile da lavorare, giacché è un materiale bicomponente.
Ma parliamo del plebeo gesso.
Non occorrono molte attrezzature per fare uno stampo di questo materiale. Solo basta, oltre al gesso, piccoli contenitori, vaselina o sapone liquido, due punte di matite (punta completa, legno e tutto) di 1,5 cm, e il modellino dell'artificiale che vogliamo creare. Se si tratta di un nostro design, allora dobbiamo prima costruire un modello, che chiameremo "positivo". Può essere modellato in legno, cera di candele, gesso, plastilina, infine qualsiasi materiale modellabile che regga alla posteriore colata del gesso. Conviene che questo positivo sia il più accurato possibile, dato che il risultato finale sarà una copia di questo prototipo. Se in cambio, vogliamo copiare un artificiale già esistente, allora basta avere un originale a mano.

3.2
Se state usando un jig commerciale, togliere tutto il filo e il materiale del dressing. Lasciatelo "nudo". Cercate un piccolo contenitore dentro il quale si possa versare il gesso; piccole scatoline da regalo, quelle in plastica che contengono i cioccolatini, anche fondi tagliati di contenitori (tipo bottiglie in plastica quadrate) sono ideali. Una buona misura di uno stampo, per un singolo pezzo da 14 grammi a 28 grammi, sarebbe: cm 10 x 8 x 5 di profondità.
Assicuratevi che il positivo sia 'desmoldable' (spagnolo), voglio dire, che non abbia una sagoma che impedisca d'essere ritirato dallo stampo una volta essiccato. Con una matita tracciare una linea guida che divida in due il positivo, ossia, come se volessimo tagliarlo con un coltello esattamente a metà, in senso longitudinale, dalla punta alla coda.
Preparare l'impasto col gesso e acqua e mescolare bene fino ad ottenere una consistenza cremosa. Consiglio: aggiungere varie gocce di limone o aceto all'acqua del impasto permetterà di lavorare più a lungo, prima che questo cominci ad indurire; se invece se vuole lavorare più rapidamente si aggiunge del sale.
Impastare una quantità sufficiente per riempire solo la metà del contenitore, poichè che lo stampo deve essere fatto in due parti. Far attenzione a non sollevare troppe bollicine d'aria che possano causare difetti nella cavità dell' artificiale (chiamata 'negativo').
A questo punto, riempita la metà del contenitore, è il turno al nostro attore principale. Prima d'immergerlo nell' impasto, il positivo deve essere ricoperto totalmente di vaselina in modo che non si attacchi al gesso. Quindi, immergerlo nell'impasto orizzontalmente sino ad arrivare alla linea guida fatta in precedenza. Quest'operazione è un po' critica, poichè se si fa troppo presto il positivo potrebbe affondare dentro l'ancora 'cremoso' gesso. Al contrario, se si fa troppo tardi, allora non saremmo capaci di affondarlo per arrivare alla linea guida.
Importante notare che, se il positivo è un vostro design, allora certamente non ha ancora l'amo. A questo punto dobbiamo valutare se inserire un amo (o un sostituto, un filo metallico ad esempio) per lasciare l'impronta prima, o decidiamo farlo posteriormente con una lima o un Dremel.
Adesso useremo le due punte di matite per inserirle nel gesso in due posti opposti, scelti in modo di non disturbare al positivo. Introdurli in modo che fuoriescano le punte circa mezzo cm. Queste punte saranno le guide per l'altra metà dello stampo, dunque, non è necessario una punta troppo acuta. Le matite possono essere sostituite con altro materiale, basta che sia conico e non troppo grande in diametro.
Permettere al gesso di asciugare per trenta minuti o un'ora e poi ricoprire tutta la superficie, accuratamente, con della vaselina, in modo da evitare che la prossima colata si attacchi. Mescolare l'altra metà di gesso e versarlo lentamente ricoprendo il positivo, le matite e ancora un centimetro in più. Consiglio: non versare l'impasto tutto una volta in fretta, come una ricetta di cucina, ma versare poca quantità sul positivo e, aiutandosi con uno stecchino, assicurarsi che sia ben coperta la superficie del positivo e le matite, evitando eventuali bolle d'aria.
Quando il tutto abbia assodato - circa un'ora - Tagliare o rompere il contenitore utilizzato e rimuovere il blocco solido di gesso. Con molta cura, separare le due metà facendo correre il filo di un coltello lungo la linea divisoria. Separare i due pezzi, rimuovere il positivo e permettere al gesso di asciugare completamente. Il gesso mantiene una considerevole quantità d'acqua per lungo tempo e non è consigliabile accelerare questa operazione, almeno che lo si faccia in qualche modo da non provocare spaccature.
Confesso di non avere osservato, anni fa con il mio primo stampo, questa fase d'asciugamento. La premura di vedere la mia realizzazione già pronta mi fece versare il piombo liquido dentro uno stampo ancora umido. Bene, se avete visto in questi giorni le immagini dell'Etna in piena attività, allora capirete cosa successe, a scala ridotta. Non appena versai dentro cominciò a schizzare piombo bollente in tutte le direzioni. Ed era solo un po' umido! Per aggiunta, anche lo stampo crepò.
Nel frattempo, però, si può andare avanti con la fase finale, cioè l'apertura dell'incavo d'ingresso per il piombo, per far sì che quando sia versato raggiunga la cavità del negativo. Quest'incavo o scanalatura a forma d'imbuto, può essere situato sia nella testa sia nella coda, ma sempre in mezzo alle due metà dello stampo. Fare attenzione di non aprire troppo l'imbuto nel punto d'arrivo alla cavità, per facilitare posteriormente la rimozione dell'eccedente e, se possibile, non farlo rotondo ma ben sì ovale così: ().
Consiglio: Non è necessario, ma l'area sottostante all'amo conviene anche scavarla due o tre millimetri (in entrambi metà), per rendere lo stampo utile a diverse misure (o forme) d'ami. L'importante è che non si disturbi nel punto dove s'incontra con il negativo.
A questo punto no resta altro che aspettare la completa essiccazione del gesso (mi raccomando) per cominciare nostro lavoro.
È da premettere che questo tipo di stampo non è di lunga vita. Prima o poi le elevate temperature finiranno per fratturare il gesso, sopratutto se viene usato più volte in una medesima sessione. Occhio alle crepe e gettarlo via al minimo avviso. In pratica non avremo mai una testina perfetta dopo la colata, anche se utilizziamo stampi acquistati dai professionisti, e le ragioni sono molte. La prima, ovviamente, la qualità della superficie interna dello stampo utilizzato, la sua perfetta chiusura e accoppiamento delle due metà. Secondo: il piombo. La sua purezza, la temperatura al momento di versarlo, la velocità di riempimento e l'uscita d'aria della cavità e, molto importante, l'isolamento interno per evitare che aderisca.
Consiglio: per evitare quest'ultimo, avvicinare la cavità alla fiamma di una candela (sopra la fiamma) per affumicarla. In questo modo rimarrà una patina nera davvero 'desmoldante' (spagnolo).
Vi mostro i due attrezzi, "caserecci" anche questi, che oltre ad un paio di lime di grano fino, utilizzo per rifinire le testine. Innanzi tutto impiego le lime per pulire il punto dove si taglia l'eccesso dello stampo e quindi la ripulisco con lo spazzolino di bronzo. Immediatamente dopo, uso il pennello per togliere la polvere rimasta.
IMPORTANTE: MI RACCOMANDO DI USARE UNA MASCHERINA ADATTA PER QUESTO LAVORO. NON RESPIRATE QUESTA POLVERE, E LAVATEVI LE MANI CON CURA PRIMA DI TOCCARE ALIMENTI.
Non faccio uso di carta vetrata, che a dir la verità è un lavoro rompi ball. Solo lima, spazzolino e pennello. Quello in nero ha le setole dure, in cambio quello bianco li ha più morbide. È proprio quello che si usa per pulire le calzature in cuoio vellutato, non ricordo il nome... occhio a non abusare degli spazzolini duri. Poi le graffiature s'evidenzieranno sotto la vernice.
Consiglio: arrotolare un po' di nastro per carrozzieri intorno alle setole degli spazzolini, com'evidenziato nelle immagini. Questo, oltre ad allungarne la vita, eviterà che si trasformi in una parrucca di pagliaccio, rendendolo poco pratico per l'uso.
Consiglio: conviene risparmiarsi qualche piccola quantità di polvere di piombo. A volte, una bollicina d'aria può lasciare un buchino sulla superficie della testina il cui è possibile coprirlo con questa polvere. Riempire abbondantemente e, in seguito, mediante l'uso di qualche attrezzo metallico liscio e curvo (esempio: un cucchiaino), far pressione e strisciare allo stesso tempo finché si compatti e riempia il buco. Sono pochi i fabbricanti che s'impegnano con tutti questi accorgimenti. Sicuramente se qualcuno ha acquistato delle testine di provenienza asiatica (anche americane...), saprà di cosa parlo.
Un altro punto importante ad osservare è il fatto del maneggiare la testina a mani nude durante la preparazione. Dobbiamo procurare di toccarla il meno possibile, afferrandola per il gambo dell'amo mentre la rifiniamo. Se poi è stato inevitabile, allora si deve pulire preferibilmente con un solvente o diluente tipo nitro. Se s'intende abbandonare il lavoro dopo la preparazione, conviene dare una mano di base per evitare l'ossidazione che, come quasi tutti i metalli, occorre appena entra in contatto col ossigeno, e quindi causare posteriori problemi d'aderenza della vernice.

Antonio Rosciano
 www.iarfish.com