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4.
VERNICIATURA
4.1
Esistono diversi metodi di verniciare il piombo. La scelta dipenderà,
principalmente, dal tipo di vernice che si usa, quanta importanza merita il
lavoro che facciamo, che quantità di pezzi ci occorrono e finalmente, il
costo. Una pistola ad aria compressa può essere una minima spesa per un
fabbricante, ma non per un hobbysta.
Metodi comunemente utilizzati per verniciare:
- Pennelli
- Spray
- Immersione (sia liquido o polvere)
Tipi di vernici frequentemente utilizzate per rifinire Jigs:
- Epoxy
- Powder Paint (vernice in polvere)
- Spray Cans (lattine spray)
- Vinyl
Ogni tipo di vernice ha il suo particolare metodo d'applicazione. Per quanto
a mi riguarda, permettetemi, scarto i pennelli. Non li ho mai usati per
questo lavoro. Penso che non si possa paragonare la rifinitura a pennello con
quella dello spray o a immersione. Io preferisco, invece, l'uso di entrambi
quest'ultimi: immersione come base e spray per la livrea.
Non avendo lavorato che con la vernice vinilica (Vinyl Lure & Jig Paint)
per ben sette anni, non mi sento autorizzato a parlare degli altri prodotti
oltre a dire ciò che precariamente conosco:
- Epoxy. Come le colle, sono separate in due parti che devono essere
mischiate prima dell'uso. Non li ho mai usate, nemmeno per prova.
- Powder Paint(Vernice in polvere). Occorre riscaldare la testina ad una
determinata temperatura per poi immergerla in questa secca vernice. Il calore
scioglierà la polvere circostante la testina e aderirà al piombo. È molto
resistente agli urti e graffiature, ma una volta incrinata si rompe come la
buccia d'uovo sodo. Per ottenere una maggior resistenza si dovrà sottoporre
al forno a 175º C per almeno quindici minuti. Vantaggi: altamente
resistente, virtualmente zero odori, zero tempo d'asciugamento, niente
solventi e niente mischiare. Alta brillantezza fluorescente in meno di dieci
secondi... se tutto va bene.
Svantaggi: La temperatura è un punto critico! Se è molto alta assumerà
troppa polvere, deformando la testina e, all'opposto, se la temperatura è
troppo bassa non sarà ben ricoperta.
Richiede attrezzi speciali e metodi di lavori sistematici e precisi.
Logicamente che non fa niente se si tratta di uno o due pezzi, ma se parliamo
d'immergere duecento pezzi per volta ad una temperatura sbagliata, allora ci
sono problemi! Il danno è irreversibile. Non esiste solvente o diluente per
togliere la vernice. Per di più non permette sfumature e combinazioni di
colori. È molto usata dai fabbricanti industriali.
- Spray Cans. Beh.. per hobby e colorare qualche pezzo vanno bene. L'uretano
e il poliuretano aderiscono benissimo ai metalli puliti, peraltro, non sono
sicuro che si trovino sul mercato italiano, forse nei negozi fornitori di
materiali per carrozzieri dove sono utilizzati per piccoli ritocchi. Buoni se
trovi il colore desiderato ed intendi verniciare pochi pezzi. Hanno alcune
limitazioni; ovviamente non si può fantasticare molto di là di un
artificiale unicolore o al massimo bicolore, magari con qualche 'tocco' in
testa. Infine, le limitazioni sono nella propria lattina e la sua praticità.
Dopo aver provato diversi materiali, inclusi gli smalti per le unghie, provai
il Vinyl e sin dal primo istante si mostrò eccezionale!.
Vantaggi:
- Si può utilizzare sia a pistola o ad immersione.
- Eccellente adesione ai metalli, legno e plastica.
- Rapido asciugamento al tatto
- Gran varietà di colori, includendo fluorescente, fosforescente (luminosa
nel buio), perlescente e trasparente.
- Altamente resistente a graffi e urti contro gli scogli.
- Il più grande vantaggio, secondo me: non cristallizza, resta sempre
flessibile.
Vedete l'immagine del Plasti Dip. Bene, questo è un suo cugino, con una
formula un tanto diversa per far sì che rimanga un po' più morbido; anche
la densità è maggiore. Si usa, com'evidenziato nella confezione, per creare
i manici delle pinze e altri ferri.
Svantaggi:
-Lunghi periodi d'essiccazione a temperatura ambiente (settimane, addirittura
mesi se sono applicate tante mani).
-Richiede l'utilizzo di uno specifico diluente (fornito dallo stesso
fabbricante.
-Non conosco un fornitore in Italia di questa vernice, ma negli States si
può acquistare in piccoli flaconi di 1 e 4 oz. da quasi tutti questi negozi
di fishing tackle che vendono on line.
4.2
PREPARIAMOCI A VERNICIARE.
Sulla preparazione alla verniciatura delle testine ne abbiamo già
parlato nella parte precedente e quindi diamo la prima mano alle nostre
testine, utilizzando la vernice che preferite.
A questo punto ci servono:
- Tre o quattro testine già preparate e del modello desiderato. Consiglio:
mai lavorare UNA singola testina. Se ci sono problemi e si rovina, si deve
cominciare tutto da capo.
- Una sbarra filettata (ed il suo appoggio) per appendere le testine. Le
sbarre filettate evitano lo scorrimento laterale delle testine durante gli
spostamenti.
- Un piccolo recipiente per la vernice, con imboccatura abbastanza larga da
poter immergere le testine tutte una volta.
Consiglio: suggerisco sempre utilizzare recipienti in vetro. Mantengono
pulita la vernice (s'evita la ruggine della lattina), sono maneggevoli per
aprirli e chiuderli e sono abbastanza reperibili, sia acquistati nuovi sia
usati, da marmellate, sughi, confetture, ecc.
Consiglio importante: pulire l'interno del tappo ed il bordo del recipiente
OGNI VOLTA che si usa. La perfetta pulizia del tappo e del bordo deve
diventare un'immancabile abitudine. Suggerisco di usare della carta igienica
per questo lavoro. L'uso di stracci non è consigliabile.
COLORE BIANCO per la base. È raccomandabile dare una o due mani di bianco
prima dell'applicazione di qualsiasi colore definitivo, in particolare se
quest'ultimo è un colore perlato, fosforescente o fluorescente. Diluire la
vernice per una perfetta copertura. Troppo densa favorisce la formazione di
gocce e troppo diluita non coprirà bene.
4.3
Allora immergiamo le nostre creazioni lentamente per non formare bolle
d'aria, fino a coprirle completamente. Quindi ritirarle il più lentamente
possibile. In questo modo eviteremo di lasciare la goccia finale. Più
lentamente ritiriamo la sbarra e meno gocce rimarranno. Teoricamente, se la
velocità d'estrazione è più lenta di quella di sgocciolamento, non
dovrebbe rimanere niente. Ad esempio, uno dei miei Arpon lungo quattro
centimatri impiega poco più di un minuto ad emergere completamente della
vernice e, se questa è troppo densa, si formerà un po' di goccia. Se poi
ripetiamo le immersioni più volte, si formeranno gocce su gocce e quindi
alla fine sarà molto evidente, arrivando anche ad alterare la sagoma della
testina.
Consiglio: cinque o sei mani con vernice maggiormente liquida sono
preferibili a due o tre mani con vernice densa. Non solo per la qualità
della copertura, ma anche per la durezza. È il sistema 'Multi Layer',
applicato oggi giorno nell' industria su una vasta varietà di prodotti.
5.1
DECORAZIONE.
Bene, a questo punto il nostro artificiale dovrebbe avere una bella copertura
bianca, priva di gocce o altre imperfezioni. Lasciamolo asciugare bene e
vediamo cos'altro si può fare per personalizzare la nostra creatura!
C'è chi preferisce il jig semplicemente bianco! Infatti, tutti i miei amici
pescatori venezuelani, (pescatori per necessità, non sportivi), l'usavano
proprio così e funzionavano alla grande! L'unica ditta che li produceva
(prima di Iarfish) ebbe il mercato del jig in Venezuela per circa quindici
anni, facendo solamente jigs del tipo Arpon e Rotondi (niente più) in
rigoroso bianco e giallo (uno dei due). Le code se le fabbricavano loro
arrotolando un filamento 60 o 70 giri ad una tavoletta per poi tagliare a
metà. Il ciuffo così formato veniva utilizzato in una decina di jigs, per
poi ricominciare ad arrotolare di nuovo. Usavano solo questi due colori,
niente occhi, niente code particolari. Avevano otto dipendenti per produrli e
poter soddisfare l'immensa richiesta dell'intero paese.
Questo piccolo annedoto serve per far capire che non ci vuole tanto per
ingannare un predatore affamato. Nonostante questo il mercato degli
artificiali ha decine di migliaia di modelli diversi, e probabilmente serve
per ...... ingannare qualcun altro.
Io sono del parere che gli occhi sono necessari. E penso anche che una
decorazione, la più simile al cibo naturale d'ogni specie che s'intende
pescare, sia anche necessaria. Ed è qui dove noi, che cominciamo a produrre
jigs personalizzati, dobbiamo fermarci a pensare come rifinire il nostro
"boccone"..
Per me l'esca per eccellenza è l'acciuga. Credo che non esista predatore che
giri la testa davanti ad un facile e raggiungibile spuntino d'alice! Allora
perché non cominciare ad imitare con nostro campione la colorazione di
questo pesciolino cosi desiderato? La Rapala, per nominare solo uno di tanti,
ha un Husky con questa livrea e, se per caso qualcuno di voi ha uno a mano,
studiatelo, immaginatevi come sia stato fatto (la verniciatura...) e vi
renderete conto che non è cosi difficile. Non parliamo poi delle ultime
creazioni presenti sul mercato che sono una meraviglia: livree olografiche,
colorazioni spettacolari, dettagli delle branchie, occhi tridimensionali,
ecc. ecc. Manca solo il soffio della vita per essere rilasciati in acqua...
non ho la minima idea di come lo fanno. Sicuramente non è un essere umano a
farli manualmente e, altrettanto sicuramente, non è un lavoro che possiamo
fare nel nostro piccolo laboratorio casalingo.
L'esito di questo primo approccio dipenderà dei mezzi a disposizione.
Sicuramente chi solo abbia dei pennelli e vernice potrà, al massimo,
convertire il nostro 'bianco' campione, ad esempio, in un Testa Rossa,
immergendolo nel colore e quindi delinearli qualche neo, delle branchie o
linee zebrate nel dorso e alla fine dipingergli un paio d'occhi. Nient'altro.
Per andare oltre bisogna avere un'attrezzatura speciale: l'aerografo. Per il
hobbysta occasionale questo strumento potrebbe rappresentare una spesa
considerevole (nel mercato americano si aggira ai $55,00 senza il
compressore). L'aerografo ci permette di creare delle sfumature, sovrapporre
colori, dipingere squame, nei, strisce zebrate, applicare il glitter ecc.
ecc.
È difficile spiegare testualmente come usare l'aerografo. Bisogna, innanzi
tutto, seguire le istruzioni d'uso del fabbricante e poi darsi da fare. La
pratica sarà il miglior maestro. Ma credetemi, non è una cosa dall'altro
mondo. Al principio sicuramente ci saranno alcune gocce, ma della vernice
spruzzata abbondantemente in un solo posto. Capiterà senz'altro, ma poi man
mano impareremo a mantenere l'aerografo in movimento per evitare che questo
accada e capiremo anche come controllare le dimensioni del getto per diversi
lavori e a fare delle sfumature.
5.2
Bene, supponendo che vi siete muniti di un aerografo o di una mini pistola ad
aria compressa, suggerisco l'utilizzo di un 'Spray Booth', che in parole
semplici non è altro che un piccolo cubo (una scatola in cartone resistente
può essere utile) munito con dell'ovatta per raccogliere l'eccesso di
vernice spruzzata e di un ventilatore-estrattore. Osservate le immagini che
spiegheranno meglio l'idea. Notate "l'appoggia sbarre" in primo
piano. Il ventilatore può essere sottratto da un vecchio computer.
 
Sospendiamo
il nostro jig sulla sbarra filettata, con la schiena verso di noi, e quindi
appoggiamola sull'apposito supporto davanti allo Spray Booth. (questa
procedura va benissimo anche per dipingere minnows). A questo punto
mescoliamo i colori necessari. Per nostra acciuga ci occorre un bianco
perlato, blu, nero e rosso. Per primo, utilizzeremo il bianco perla e lo
diluiremo al punto che l'utensile che usiamo per mescolare (io mi servo delle
palettine in legno dei gelati) fuoriesca quasi trasparente; normalmente si
mescola 50% vernice e 50% diluente, ma questo dipenderà, ovviamente, della
densità originale del colore. In seguito, accendiamo il nostro piccolo
compressore e facciamo uno spruzzo di prova su un foglio di carta bianca che
avremo sempre accanto allo spray booth, per controllare che tutto sia OK. Mai
spruzzare la prima volta, o quando si cambia colore, sull'artificiale senza
prima accertarsi che il tono, la dimensione del getto e la quantità erogata
siano a posto.
Il prossimo passo sarà quello di coprire i fianchi e la schiena del jig con
rapidi e sottili spruzzi di bianco-perlato. Fare attenzione a non 'bagnare'
la superficie, basta solo che il bianco sottostante diventi un pò
perla. Variando l'angolazione del getto dipingeremo i fianchi e il dorso
senza invadere il ventre. Diciamo che guardandolo lateralmente dobbiamo
vedere un pò d'addome bianco ed il resto perla. In seguito aggiungeremo al
bianco perlato una piccolissima quantità di blu (a volte, una goccia è
troppo: ricordiamo che i contenitori degli aerografi sono grandi come un
bicchierino di liquore, +/- 28 cc.). Con questo blu-perlato daremo un'altra
mano sulla parte anteriore prestando attenzione però di non coprire tutto
ciò che avevamo dipinto prima, lasciando una striscia indisturbata di bianco
perla verso il ventre. Allora, guardandolo di nuovo lateralmente dobbiamo
osservare il ventre bianco, una striscia di perla ed il resto in blu-perlato
verso la schiena (celeste-perlato direi, come conseguenza della trasparenza).
Una volta soddisfatti dei risultati finora ottenuti, svuoteremo (o
cambieremo) il contenitore dell'aerografo, lo puliamo un pò spruzzando del
diluente e poi lo riempiremo con il nero. Anche questo colore deve essere
diluito al punto di trasparenza. Questa volta regoliamo il getto diminuendo
il diametro per spruzzare in un'area più controllata, ossia la sola schiena.
A questo punto non bisogna angolare l'aerografo, ma si deve mantenere
frontale verso il dorso per evitare di invadere la zona già dipinta di blu.
Per effetto della curvatura dell'artificiale anche una piccola area dei
fianchi verrà ricoperta e quindi, facendo nostra ispezione laterale, questa
volta dal ventre in su, le sfumature le vedremo cosi: ventre bianco, striscia
perla, striscia blu-perla e nero. Dopo una breve essiccazione, regoleremo il
getto diminuendolo ancora per dare un'ultima mano sulla schiena per
accentuare il nero dorsale. Questo colore cambierà gradualmente al blu verso
i fianchi, creando una naturale e gradevole sfumatura.
Adesso tocca al rosso. Ripuliamo di nuovo l'aerografo e contenitore e
prepariamo il colore rosso nella stessa maniera degli altri già utilizzati.
Giriamo nostro jig con l'addome verso di noi, controlliamo che il getto e la
quantità di vernice a spruzzare siano piccoli e daremo un tocco sotto il
muso. Questo tocco di rosso lo vediamo continuamente sugli artificiali più
commerciali. Sembra che il predatore confonda questa macchia con un segno di
ferita, quindi lo rende più attraente. Consiglio dovuto al bianco base e
alla trasparenza del colore rosso: può capitare che, dopo la prima
applicazione, non si veda rosso ma rosa. Se continuiamo ad applicare del
rosso in più mani per accentuare il colore, corriamo il rischio di dipingere
una delineata 'palla' rossa sotto il muso, senza sfumatura. Una buona
scappatoia a questo problema e quella di dipingere prima con giallo
(qualsiasi giallo), e dopo una breve essiccazione, utilizzare il rosso.
5.3
Una volta ben essiccata (al tatto), procediamo (opzionale) a dipingere le
squame. A questo scopo normalmente viene utilizzato del tulle. È un tessuto
a forma di retino, con la maglia simile a quelle utilizzate nel calcio dietro
le porte. Basta solo ritagliare dei piccoli pezzi sufficienti per avvolgere
strettamente l'artificiale e spruzzarle sopra la schiena il colore
desiderato, che in nostro caso sarà nuovamente il bianco perla ben diluito.
Non dovrà coprire il nero, ma lascerà una patina perlata, che sarà più o
meno evidente dopo l'applicazione del trasparente finale e a seconda
dell'incidenza della luce. Nel caso dei jigs sarà anche necessario aprire un
piccolo nel tulle per far passare l'amo.
In merito agli occhi del nostro artificiale c'è anche la possibilità di
incollare occhi prefabbricati, anche se quest'ultimi hanno il problema di
staccarsi nei bordi quando sono incollati su superfici troppo arrotondate. In
questo caso ricordiamoci che più soffice è il materiale con cui è
fabbricato l'occhio e meno possibilità che si stacchi avremo.
5.4
Dopo una completa essiccazione, dovremmo immergere la nostra creazione nel
colore trasparente e questa sarà la fase che darà più brillantezza ai
colori sottostanti. I toni si accentueranno, le sfumature si amalgameranno e,
per la prima volta da quando abbiamo cominciato, sorrideremo soddisfatti. Ma
già a questo punto abbiamo in mente il prossimo, i nuovi colori, le nuove
forme...
Si può improvvisare un piccolo forno, anche questa volta utilizzando un
piccolo contenitore foderato esternamente con polistirolo grado 30 (non
quello bianco che si sbriciola facilmente), di una larghezza e altezza non
molto più grande dell'appoggia-barre, ma un poco più profondo in cui
inseriremo delle lampadine controllate tramite un reostato. Dobbiamo
utilizzare anche un termometro che misuri la temperatura interna per
mantenerla in torno ai 60º - 65º C. Il tempo nel forno dipenderà dalla
vernice utilizzata. La 'Vinyl Jig & Lure Paint' richiede un minimo di
dodici ore a 65º. Questa è una temperatura raggiungibile come abbiamo
detto, con lampadine. Il cruscotto di un'automobile, lasciato al sole in
estate, sale ancora di più!
Antonio
Rosciano
www.iarfish.com |