|

Round socket eye

Aspirin

Football head

Round nose
 
Banana
Larva
 
Stand-up
Spirepoint
 
Chub
Shadhead

Eire

Wobbler
|
Se
mi si dovesse chiedere di scegliere un solo tipo di artificiale da portare in
una battuta di pesca non avrei alcun dubbio sulla risposta: il jig.
Questa mia affermazione non vuole togliere validità alcuna a tutti i vari
minnows, cucchiaini, plug, etc., etc. tipici dello spinning in mare, ma
provate ad immaginare un artificiale che vi permette di essere adescante già
mentre scende in profondità, che vi permette di lavorare salterellando,
strisciando o nuotando sul fondo, ma anche di poter nuotare a mezz’acqua
oppure appena al di sotto della superficie, che costi poco e che abbia la
possibilità di essere personalizzato nei colori e nel dressing. C’è un
solo artificiale che consente tutto questo ed è il jig, o meglio, la
jig-head che può essere montata sia con i grub che con dressing di
derivazione mosca.
Per gli scettici desidero ricordare che nelle acque dolci è stato proprio un
marabou-jig l’artificiale che ha permesso a Rip Collins la cattura di una
brown trout di
quasi 20 kg. (record mondiale IGFA) e che, nello spinning in mare, già dalla
metà degli anni ’60 Vic Dunaway, Lefty Kreh ed Herb Allen usavano i jig
nella pesca a spinning dei tarpon, dei permit e dei bonefish nelle flats
caraibiche. Ovviamente
non desidero fare l’apologia delle jig-head, ma piuttosto rendere giustizia
ad un artificiale che, nella maggior parte dei casi, viene totalmente
snobbato dai pescatori a spinning in mare e che invece dovrebbe essere sempre
presente nel nostro taschino durante una battuta di pesca.
Come ho detto prima i jig sono composti da una jig-head che corrisponde
alla testina piombata ed un "body" che solitamente è composto dal
classico grub, cioè il falcetto siliconico; il body può essere composto da
materie plastiche morbide (di tipo siliconico e spesso biodegradabili), da
materiali di costruzione derivati dalla pesca a mosca (piume, bucktail,
marabou, kristal flash, etc.) o composto di entrambi i materiali, come i
famosissimi fuzz-e-grub.
Le jig-head sono
solitamente composte da ami appositamente costruiti e prodotti da tutte le
più importanti marche ed una testa in piombo che può assumere forme diverse
a seconda del tipo di nuoto o del tipo di dressing che si desidera; di
recente alcuni produttori hanno presentato delle jig-head che utilizzano
materiali ecologici come l'acciaio o il rame al posto del tradizionale
piombo, caratteristica che, sommata al monoamo che facilita il C&R,
trasforma questo artificiale nella massima espressione ecologica della pesca
a spinning.
Le forme delle jig-head sono infinite e a lato sono rappresentate solo alcune
delle più comuni; da sottolineare i modelli "round socket eye" e
"aspirin" in quanto consentono di montare gli occhi 3D (che
aggiungono una forte capacità adescante) e le "football head" che
permettono un nuoto veloce molto stabile sia nei modelli con l'occhiello
posto a 90°, che con quelle con lo stesso posto a 45°, più indicate per il
nuoto orizzontale.
Apparse nel mercato di recente, ma degne di nota per dovizia di particolari
e realismo sono le shad-head di ultima generazione, come per
esempio le XPS; contrariamente alle shad-head tradizionali, caratterizzate da
una testa molto piatta, queste ultime hanno una forma allargata lateralmente
con una vistosa scanalatura sotto la bocca e consentono un perfetto innesto
con i grub tradizionali di sezione circolare.
I grub siliconici rappresentano al momento l'abbinamento più comune e più
semplice da realizzare; il mercato offre un'infinità di colorazioni, anche
se spesso molte di queste tinte sono più indicate per la pesca al bass che
per la pesca in mare. Fa eccezione la Kalin's lure che produce una vera e
propria linea di grub saltwater, caratterizzata da colorazioni come
l'argento, il celeste ed il verde chiaro e dall'uso abbondante di glitter
nella miscela siliconica, ovvero scagliette metalliche dall'effetto
riflettente. Il nuoto del grub è solitamente un nuoto medio lento e la sua
velocità ottimale è data dalle dimensioni e dallo spessore della coda: più
la coda è grande e morbida, quindi di spessore sottile, più il nuoto
ottimale sarà lento, più la coda è piccola e di grosso spessore, più il
nuoto è veloce. Va da se che quando l'azione di pesca richiede un recupero
molto veloce i materiali alternativi al silicone sono i più indicati.
L'assemblaggio delle jig-head con i grub è semplicissimo e richiede solo
delle piccole attenzioni: bisogna ricordarsi che la curvatura della coda del
grub deve stare dalla parte opposta della curvatura dell'amo e bisogna fare
attenzione ad infilare l'amo perfettamente al centro dello spessore del corpo
del grub. In questo modo eviteremo sia che la coda si "allami"
durante il lancio, sia che il nuoto del grub non dipenda dalla nostra
volontà.
Un'ultima nota la merita una jig-head sconosciuta ai più e quasi introvabile
in Italia nella versione già montata: il wobbler. Il dressing di questo jig
può essere solo realizzato con materiali analoghi a quelli in uso
nella costruzione delle mosche per il mare ed è caratterizzato da un'azione
di nuoto che permette sia l'imitazione di piccoli cefalopodi (recupero con
piccoli strappi), sia un recupero velocissimo che si trasforma in un effetto
superficie al pari di qualsiasi "surface minnow". In questo caso i
vari dressing che possiamo realizzare in proprio possono essere limitati solo
dalla nostra fantasia. Dedicarsi alla personalizzazione dei jig è semplice e
consente di poter usufruire dell'infinità di prodotti già presenti sul
mercato per il fly-tying. Le colorazioni possono essere ricavate anche con
l'ausilio di smalti da unghie (ci sono persino i colori metallizzati) e con
un semplice pennarello "water proof" possiamo arrivare a
personalizzare anche le tonalità dei grub siliconici.
Un'altro aspetto che ben rappresenta la possibilità della continua
evoluzione delle esche siliconiche è dato sia da alcuni nuovi artificiali
realizzati con plastiche
estremamente soffici che vanno montati in abbinamento con i classici ami
ricurvi da vermone (quelli usati per la pesca del b.bass), sia da imitazioni
plastiche nate per altri usi e adattate a questo tipo di pesca. Tra i primi
voglio ricordare la nuova generazione di squirmin shad della XPS, quasi
un'evoluzione dei mitici Fin-s-fish della Lunker City e, soprattutto, i vari
squid, realmente impressionanti per veridicità di movimento e che possono
essere montati sia in versione "hard" con una jig-head tipo
"round nose", sia in una soft con il solo ausilio di un worm hook.
Per il secondo caso,
invece, ritengo che i granchi siliconici, nati per essere usati nelle
polpare, possano trovare un'applicazione anche per prede non tipiche dello
spinning in mare, malgrado l'argomento sia talmente nuovo che necessita
ancora di molta sperimentazione.
Bene, se con la lettura siete arrivati fino a questo punto, vi starete
chiedendo che cosa diavolo è questo jig-casting, visto che non si limita
all'uso dei soli jig! Quello che intendo per jig-casting è un'evoluzione
dello spinning basata su tre aspetti fondamentali:
- la possibilità di disporre di artificiali di tutte le dimensioni, perfino
di quelli di peso e dimensioni molto ridotte, ma che risultano lanciabili a
distanze ottimali per lo spinning; le piccole jig-head, per esempio, offrono
il vantaggio di poter essere lanciate a distanze superiori rispetto a quelle
di un artificiale tradizionale di pari peso.
- l'apertura verso il vasto panorama che il mercato delle esche siliconiche
offre, con indubbi vantaggi sulla qualità dell'artificiale (nuoto-imitazione-colorazione)
e quindi sulla sua maggiore efficacia nell'azione di pesca.
- l'uso del monoamo che, oltre a facilitare il Catch & Release, consente
di sviluppare una sensibilità sulla ferrata e sull'esca che attualmente è
una prerogativa della sola pesca a mosca. Parlare di sensibilità sulla
ferrata ad un pescatore a spinning potrebbe, come minimo, far sorridere. Il
risultato è spesso l'incapacità di distinguere una toccata, dalla toccata
il tipo di pesce e quindi adattare il tipo di artificiale. Un esempio
concreto: molti pesci, tra cui le lampughe, se non sono in piena attività di
predazione, si limitano spesso ad una leggerissima e corta
"pizzicata" sulla coda del grub. In questi casi è sufficiente
cambiare il jig montato con il grub con uno, per esempio, montato in kristal
flash corto per risolvere a nostro favore una giornata di pesca.
Esistono molti altri aspetti del jig-casting che vanno a vantaggio sia di una
migliore qualità della pesca che di una superiore preparazione del pescatore
a spinning in mare, ma questi argomenti avremo modo di affrontarli in
seguito.
|