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Il jig-casting
parte prima

di Alessandro Idini

 


Round socket eye

 

 


Aspirin

 

 


Football head

 

 


Round nose

 

 


       Banana                     Larva


      Stand-up                 Spirepoint


        Chub                    Shadhead


 Eire


 


 Wobbler

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se mi si dovesse chiedere di scegliere un solo tipo di artificiale da portare in una battuta di pesca non avrei alcun dubbio sulla risposta: il jig.
Questa mia affermazione non vuole togliere validità alcuna a tutti i vari minnows, cucchiaini, plug, etc., etc. tipici dello spinning in mare, ma provate ad immaginare un artificiale che vi permette di essere adescante già mentre scende in profondità, che vi permette di lavorare salterellando, strisciando o nuotando sul fondo, ma anche di poter nuotare a mezz’acqua oppure appena al di sotto della superficie, che costi poco e che abbia la possibilità di essere personalizzato nei colori e nel dressing. C’è un solo artificiale che consente tutto questo ed è il jig, o meglio, la jig-head che può essere montata sia con i grub che con dressing di derivazione mosca.
Per gli scettici desidero ricordare che nelle acque dolci è stato proprio un marabou-jig l’artificiale che ha permesso a Rip Collins la cattura di una brown trout  di quasi 20 kg. (record mondiale IGFA) e che, nello spinning in mare, già dalla metà degli anni ’60 Vic Dunaway, Lefty Kreh ed Herb Allen usavano i jig nella pesca a spinning dei tarpon, dei permit e dei bonefish nelle flats caraibiche.
Ovviamente non desidero fare l’apologia delle jig-head, ma piuttosto rendere giustizia ad un artificiale che, nella maggior parte dei casi, viene totalmente snobbato dai pescatori a spinning in mare e che invece dovrebbe essere sempre presente nel nostro taschino durante una battuta di pesca.
Come ho detto prima i jig sono composti da una jig-head che corrisponde alla testina piombata ed un "body" che solitamente è composto dal classico grub, cioè il falcetto siliconico; il body può essere composto da materie plastiche morbide (di tipo siliconico e spesso biodegradabili), da materiali di costruzione derivati dalla pesca a mosca (piume, bucktail, marabou, kristal flash, etc.) o composto di entrambi i materiali, come i famosissimi fuzz-e-grub
.
Le jig-head sono solitamente composte da ami appositamente costruiti e prodotti da tutte le più importanti marche ed una testa in piombo che può assumere forme diverse a seconda del tipo di nuoto o del tipo di dressing che si desidera; di recente alcuni produttori hanno presentato delle jig-head che utilizzano materiali ecologici come l'acciaio o il rame al posto del tradizionale piombo, caratteristica che, sommata al monoamo che facilita il C&R, trasforma questo artificiale nella massima espressione ecologica della pesca a spinning.
Le forme delle jig-head sono infinite e a lato sono rappresentate solo alcune delle più comuni; da sottolineare i modelli "round socket eye" e "aspirin" in quanto consentono di montare gli occhi 3D (che aggiungono una forte capacità adescante) e le "football head" che permettono un nuoto veloce molto stabile sia nei modelli con l'occhiello posto a 90°, che con quelle con lo stesso posto a 45°, più indicate per il nuoto orizzontale.
Apparse nel mercato di recente, ma degne di nota per dovizia di particolari e  realismo sono le shad-head di ultima generazione,  come per esempio le XPS; contrariamente alle shad-head tradizionali, caratterizzate da una testa molto piatta, queste ultime hanno una forma allargata lateralmente con una vistosa scanalatura sotto la bocca e consentono un perfetto innesto con i grub tradizionali di sezione circolare.
I grub siliconici rappresentano al momento l'abbinamento più comune e più semplice da realizzare; il mercato offre un'infinità di colorazioni, anche se spesso molte di queste tinte sono più indicate per la pesca al bass che per la pesca in mare. Fa eccezione la Kalin's lure che produce una vera e propria linea di grub saltwater, caratterizzata da colorazioni come l'argento, il celeste ed il verde chiaro e dall'uso abbondante di glitter nella miscela siliconica, ovvero scagliette metalliche dall'effetto riflettente. Il nuoto del grub è solitamente un nuoto medio lento e la sua velocità ottimale è data dalle dimensioni e dallo spessore della coda: più la coda è  grande e morbida, quindi di spessore sottile, più il nuoto ottimale sarà lento, più la coda è piccola e di grosso spessore, più il nuoto è veloce. Va da se che quando l'azione di pesca richiede un recupero molto veloce i materiali alternativi al silicone sono i più indicati.
L'assemblaggio delle jig-head con i grub è semplicissimo e richiede solo delle piccole attenzioni: bisogna ricordarsi che la curvatura della coda del grub deve stare dalla parte opposta della curvatura dell'amo e bisogna fare attenzione ad infilare l'amo perfettamente al centro dello spessore del corpo del grub. In questo modo eviteremo sia che la coda si "allami" durante il lancio, sia che il nuoto del grub non dipenda dalla nostra volontà.

Un'ultima nota la merita una jig-head sconosciuta ai più e quasi introvabile in Italia nella versione già montata: il wobbler. Il dressing di questo jig può essere solo realizzato con materiali analoghi a quelli in uso nella costruzione delle mosche per il mare ed è caratterizzato da un'azione di nuoto che permette sia l'imitazione di piccoli cefalopodi (recupero con piccoli strappi), sia un recupero velocissimo che si trasforma in un effetto superficie al pari di qualsiasi "surface minnow". In questo caso i vari dressing che possiamo realizzare in proprio possono essere limitati solo dalla nostra fantasia. Dedicarsi alla personalizzazione dei jig è semplice e consente di poter usufruire dell'infinità di prodotti già presenti sul mercato per il fly-tying. Le colorazioni possono essere ricavate anche con l'ausilio di smalti da unghie (ci sono persino i colori metallizzati) e con un semplice pennarello "water proof" possiamo arrivare a personalizzare anche le tonalità dei grub siliconici.
Un'altro aspetto che ben rappresenta la possibilità della continua evoluzione delle esche siliconiche è dato sia da alcuni nuovi artificiali realizzati con plastiche estremamente soffici che vanno montati in abbinamento con i classici ami ricurvi da vermone (quelli usati per la pesca del b.bass), sia da imitazioni plastiche nate per altri usi e adattate a questo tipo di pesca. Tra i primi voglio ricordare la nuova generazione di squirmin shad della XPS, quasi un'evoluzione dei mitici Fin-s-fish della Lunker City e, soprattutto, i vari squid, realmente impressionanti per veridicità di movimento e che possono essere montati sia in versione "hard" con una jig-head tipo "round nose", sia in una soft con il solo ausilio di un worm hook. Per il secondo caso, invece,  ritengo che i granchi siliconici, nati per essere usati nelle polpare, possano trovare un'applicazione anche per prede non tipiche dello spinning in mare, malgrado l'argomento sia talmente nuovo che necessita ancora di molta sperimentazione.
Bene, se con la lettura siete arrivati  fino a questo punto, vi starete chiedendo che cosa diavolo è questo jig-casting, visto che non si limita all'uso dei soli jig! Quello che intendo per jig-casting è un'evoluzione dello spinning basata su tre aspetti fondamentali:
- la possibilità di disporre di artificiali di tutte le dimensioni, perfino di quelli di peso e dimensioni molto ridotte, ma che risultano lanciabili a distanze ottimali per lo spinning; le piccole jig-head, per esempio, offrono il vantaggio di poter essere lanciate a distanze superiori rispetto a quelle di un artificiale tradizionale di pari peso.
- l'apertura verso il vasto panorama che il mercato delle esche siliconiche offre, con indubbi vantaggi sulla qualità dell'artificiale (nuoto-imitazione-colorazione) e quindi sulla sua maggiore efficacia nell'azione di pesca.
- l'uso del monoamo che, oltre a facilitare il Catch & Release, consente di sviluppare una sensibilità sulla ferrata e sull'esca che attualmente è una prerogativa della sola pesca a mosca. Parlare di sensibilità sulla ferrata ad un pescatore a spinning potrebbe, come minimo, far sorridere. Il risultato è spesso l'incapacità di distinguere una toccata, dalla toccata il tipo di pesce e quindi adattare il tipo di artificiale. Un esempio concreto: molti pesci, tra cui le lampughe, se non sono in piena attività di predazione, si limitano spesso ad una leggerissima e corta "pizzicata" sulla coda del grub. In questi casi è sufficiente cambiare il jig montato con il grub con uno, per esempio, montato in kristal flash corto per risolvere a nostro favore una giornata di pesca.
Esistono molti altri aspetti del jig-casting che vanno a vantaggio sia di una migliore qualità della pesca che di una superiore preparazione del pescatore a spinning in mare, ma questi argomenti avremo modo di affrontarli in seguito.