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Un
argomento spesso discusso dagli appassionati dello spinning in mare è
quello riguardante le caratteristiche tecniche delle canne saltwater; spesso
ci si sofferma a discutere su particolari importanti come lunghezza, azione e
potenza e magari si trascurano altri dettagli che rivestono altrettanta
importanza. Vediamo di affrontare brevemente le principali caratteristiche di
una canna, la cui conoscenza ci serve per decidere quale sarà l'attrezzo
più adatto alle nostre esigenze.
Lunghezza di una canna.
Partiamo dal primo e più sentito aspetto, cioè quello relativo alla
lunghezza: la lunghezza di una canna è il fattore determinante della nostra
azione di pesca. Nelle possibili azioni di pesca abbiamo sostanzialmente due
diverse modalità: quella passiva e quella attiva. In quella passiva l’artificiale
viene semplicemente lanciato il più lontano possibile e “trainato” verso
riva; il movimento si limita agli “stop and go”
ed è tipico dello spinning in mare di "scuola francese"
(chiamato pesca al lancio), dove
è comune l’uso di canne molto lunghe (3,40 - 3,60 mt.), spesso
accompagnate da veri e propri vettori di trasporto quali buldi e bombarde,
oppure utilizzate con la mitragliette, un piombo a forma di pesciolino
(in molti casi un cucchiaino pesante) che simula un pesce che insegue
avannotti, questi ultimi
realizzati con piumette attaccate tramite dei braccioli sul terminale. Per
contro, nello spinning attivo, la canna deve essere in grado di “animare”
l’artificiale, ovvero deve offrire la possibilità di riuscire a dare una
simulazione di vita alla nostra
esca mediante una serie di movimenti complessi e variegati. Questo è anche
il concetto di spinning di "scuola americana" ed è quello che,
personalmente, condivido di più. In questo caso la
lunghezza delle canne, anche al di fuori delle peculiarità della pesca nelle
flats, è sensibilmente più corta (2,10 - 2,40) e nell’uso da spiaggia le
dimensioni raramente superano i 3 metri.
Ovviamente, in questo caso, una minor lunghezza complessiva corrisponde
ad una maggior maneggevolezza della canna in tutti quei movimenti finalizzati
a "dar vita" al nostro artificiale.
Potenza
di lancio, power e
azione.
Essi sono a tutti gli effetti la base portante di una canna e rivestono un’importanza
rilevante nell’ambito della scelta del nostro attrezzo. Durante la
costruzione di una canna l’effetto combinato della conicità del fusto,
dello spessore delle pareti e dei materiali aggiuntivi di rinforzo delle
pareti stesse, ci danno diversi
livelli di flessione e rigidità che esprimeranno:
a)
la potenza della grammatura di lancio che, nella maggior parte dei casi viene
riportata, secondo la misurazione
anglosassone, cioè in once;
b) il
power di una canna, che viene comunemente
definito come l'insieme della forza necessaria per piegare la canna; questo
dato è indipendente dalla capacità di lancio ed assume importanza in
relazione alle dimensioni delle prede che vogliamo insidiare; solitamente
viene diviso in: ultra-light, light, medium-light, medium, medium-heavy,
heavy, magnum-heavy;
c) i
diversi livelli di flessione che definiremo azione e che, a sua volta,
possiamo suddividere in:
- di punta o fast : in
questo tipo di azione possiamo individuare due diverse categorie: extra
fast dove la flessione durante il lancio riguarda principalmente il
vettino e fast dove la flessione
interessa un 20% dell’intera lunghezza del fusto.
- media o moderate : la
flessione durante il lancio sfrutta il 40% della lunghezza complessiva del
fusto.
- parabolica o slow
: dove possiamo avere una flessione parabolico progressiva (moderate slow) che interessa il 70% della lunghezza oppure una
flessione parabolica totale (slow),
che si esprime per quasi tutta la lunghezza del fusto.
Il
livello di flessione ci interessa per tre fondamentali ragioni: sensibilità
nel recupero, ammortamento delle fughe della preda e precisione di lancio.
Una canna ad azione di punta più o meno marcata ci consente una maggiore
sensibilità sull’artificiale e, pertanto, una maggiore prontezza nella
ferrata, ma nel recupero della preda la canna ci offre una capacità di
ammortamento molto ridotta; in caso di grosse prede si può rimediare solo
con una perfetta regolazione della frizione del mulinello. Le canne ad azione
media o parabolico progressiva lavorano all’opposto; pur non offrendo la
sensibilità di una canna ad azione di punta ci offrono un valido aiuto nel
recupero delle prede che, in alcuni casi, può rivelarsi fondamentale. Il
concetto di precisione legato al tipo di azione è un aspetto molto personale
dello spinning, pertanto mi limiterò a considerare il fatto che, nella mia
esperienza di spinner, la scelta di canne con una marcata azione di punta ha
contribuito molto alla precisione dei miei lanci.

Impugnatura e componentistica.
Ecco un aspetto di fondamentale importanza nel determinare la scelta di una
canna, ma perennemente sottovalutato o tenuto in considerazione solo per il
bilanciamento generale della canna. Innanzitutto diciamo che l'impugnatura si
divide in quattro differenti parti, che per comodità continueremo a
chiamarli con i nomi inglesi, cioè: butt cup, rear grip, reel
seat e fore grip. Una prima regola generale dello spinning
"attivo" è che, una volta impugnata la canna, la lunghezza del rear
grip (incluso il butt cup) non superi quella del gomito. La
ragione di ciò sta nel fatto che se la lunghezza fosse superiore
ostacolerebbe i movimenti del polso e la rotazione della canna quando quest’ultima
è in posizione parallela al mare. Non a caso il 90% della produzione
americana di canne da spinning in mare
(G.Loomis, St.Croix, Fenwick, Shimano USA, Stu Apte, Berkley, etc.) possiede
il rear grip non superiore ai 35 cm. di lunghezza e lo stesso
tipo di canna viene spesso offerta con impugnature di lunghezze diverse. Se
invece stiamo cercando una canna saltwater medio-pesante o pesante, allora
anche il foregrip assumerà importanza, in quanto dovrà avere una
lunghezza sufficiente a trasformarsi in impugnatura superiore durante le fasi
del recupero e quelle del pumping. In
questo caso sarà importante anche il tipo di butt cup abbinato e
saranno più indicati i modelli a pomello che, in assenza di una cintura di combattimento,
eviteranno di creare fastidiosi attriti nel basso ventre mentre utilizziamo
la canna in appoggio.

La
maggior parte delle impugnature delle canne è realizzata in sughero, materiale
che, oltre ad essere estremamente
leggero, ha il grosso vantaggio di essere impermeabile e di non richiedere
particolari manutenzioni. Il sughero viene tagliato in dischi dello spessore
di un centimetro circa, assemblato attorno al blank per poi essere sagomato a
seconda delle esigenze. Al sughero portoghese vengono riconosciute
caratteristiche di qualità superiori, anche se recentemente hanno fatto la
comparsa anche nel mercato delle canne da spinning
saltwater schiume
di materiale sintetico (eva foam), ricavate da particolari
lavorazioni del neoprene, attualmente in uso nelle canne da traina ed
altrettanto pratici e resistenti.
L’attuale
produzione di reel-seat (portamulinello) delle maggiori marche (Pacific
Bay, Aftco, Fuji)
prevede
largamente l’uso di grafite per favorire la leggerezza generale della canna
e da qualche anno l'unica novità di rilievo nel panorama dei portamulinelli
consiste nella possibilità di disporre, per le sole canne da casting,
del cut-out, una sorta di taglio sotto il grilletto che permette di
tenere un dito direttamente sul grezzo (blank), con un grosso guadagno in
termini di sensibilità.
Ultimo, ma non ultimo elemento della componentistica sono gli anelli
guidafilo; il loro principale compito è la salvaguardia delle
caratteristiche di resistenza dei monofili mediante l'utilizzo di materiali
anti attrito e i migliori anelli sono costruiti o in Hardloy (ossido di
alluminio) o in SIC (carburo di silicio), ma è di fondamentale importanza
anche il loro numero in quanto una distribuzione più capillare lungo il
fusto permette alla canna di distribuire meglio lo sforzo del lancio o quello
di un recupero gravoso. In una canna da spinning solitamente si trovano sette
anelli (incluso il cimino), che sono appena sufficienti nel caso di lunghezze
fino a 2,10 metri, ma decisamente scarsi se la lunghezza diventa 2,40 oppure
3 metri.
Il blank.
Quasi tutta l’attuale produzione mondiale di canne da spinning prevede l’utilizzo
di fibre sintetiche quali carbonio o grafite per la costruzione del fusto; le
differenze sostanziali tra il carbonio e la grafite sono
costituite dagli indici di purezza dei materiale derivati per fusione. In
altre parole se la “cottura” dell’impasto di fibre aramidiche e
microinerti (questi ultimi
spesso di tipo ceramico o metallico utilizzati per irrobustire il grezzo)
viene sottoposta a temperature di 1800/2000 gradi otterremo il carbonio, se
la facciamo salire tra i 2700 ed 3000 gradi otterremo un processo di
cristallizzazione del materiale che, eliminando a livello molecolare tutte le
impurità e le sacche d’aria, ci permette di ottenere ciò che comunemente
chiamiamo grafite. L’indice di purezza della grafite viene definito in “modulo”
e sarà maggiore in relazione alle temperature ed ai tempi del processo di
surriscaldamento. Nelle successive fasi di lavorazione il tessuto di grafite
viene applicato a mock-up in acciaio che permettono di dare la voluta
conicità e gli spessori del fusto; in seguito la posa del materiale verrà
“fissata” mediante l’uso di resine epossidiche. Le ultime fasi di
lavorazione prevedono la possibilità di un rinforzo della parte esterna del
fusto mediante l’uso di svariati materiali quali, per esempio, il kevlar,
titanio ed altri ancora che possono contribuire a rinforzare l’intera
struttura e che spesso sono oggetto di una lavorazione esclusiva. Nel
valutare la qualità di una canna dovremo, pertanto, verificarne sia la
qualità del modulo, sia lo spessore interno del grezzo, sia (quando la casa
produttrice lo rende noto) il processo di realizzazione dello stesso blank
che può prevedere una lavorazione del tessuto di grafite con strati
apposti in diversa sequenza e atti ad esaltare le qualità flettenti e di
robustezza. Un'ultimo aspetto, da non sottovalutare nell'acquisto di
una canna, è la presenza o meno di una garanzia a vita al primo acquirente.
Spesso questa garanzia viene offerta anche per l'acquisto del solo blank e
ciò significa che qualsiasi difetto o rottura si dovesse verificare durante
il corso degli anni, porterà automaticamente alla sostituzione del pezzo o
dell'intera canna da parte della azienda costruttrice. Ovviamente questa
garanzia non può essere offerta per le attrezzature di fascia media,
ma l'aspetto non è da poco e quando è presente è indicativo sia della
qualità generale della canna, che della serietà aziendale.
Conclusioni.
Spero che le quattro righe di questo articolo possano esservi utili per
giudicare correttamente il prezzo e/o l'acquisto di una nuova canna; di
sicuro l'offerta del mercato è vastissima e molto spesso ci si trova a dover
valutare attrezzi "ipersponsorizzati" dalle riviste del settore (o
dal negoziante), ma che non valgono nemmeno il tempo che perdiamo a
guardarli. Altresì esistono dei prodotti pressoché sconosciuti in Italia (Redbone,
Shakespeare Ugly Stick, Offshore Angler) che invece possono vantare
eccellenti qualità generali e che magari si trovano nei meandri più
nascosti della bottega del nostro negoziante di fiducia; va considerato,
comunque, che l'acquisto di una canna è una scelta estremamente personale e
che può essere motivata sia da ragioni economiche che di "credo
alieutico"; conosco alcuni pescatori che considerano una canna come un
pezzo da collezione e che non sono disposti a rinunciare ad avere il massimo
di ciò che offre il mercato; altri invece, tra cui alcune guide caraibiche,
per nessuna ragione al mondo spenderebbero più di $ 150 dollari tra canna e
mulinello (canna Shakespeare e mulinello Penn SS) e ciò non è certo
motivato da penuria economica, ma dal fatto che ritengono tali prodotti
sufficientemente validi per qualsiasi preda (e se lo dicono loro ...).
In conclusione credo che sia solo importante non dimenticare che nessuna
canna, indipendentemente dal prezzo di acquisto, ci permetterà di pescare se
non sappiamo pescare e che nessuna canna sarà in grado di donarci il
"senso dell'acqua" che caratterizza i grandi pescatori.
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