| Tucunarè in Amazzonia |
| Escrito por Emanuele Turato | ||
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![]() Nel bel mezzo della giungla amazzonica si prova uno straordinario senso di libertà che spesso distrae dal motivo principale di tale viaggio che consiste nel confrontarsi con uno dei predatori più spettacolari mai creati dalla natura. Armato di tutte le esche ideali per il black bass di grandi dimensioni, ho subito capito che avrei fatto bene a lasciarle a casa. Il Peacock bass è un pesce di straordinaria potenza e le esche artificiali necessarie ad insidiarlo devono essere adeguate alla sua forza. Consapevolmente avevo con me un kit di artificiali Seaspin, adatti per combattere con predatori marini di grossa taglia. Perché la forza di questi pesci durante il combattimento non ha nulla da invidiare ai pesci di mare. ![]() Ho avuto diverse catture di Paca con il Mommotti 140 e 180, ottimo il Buginu ed anche gli air jig di Alessandro Mori, mi hanno regalato ottime soddisfazioni, catture continue di peacock di tutte le taglie e qualche bel Tucunarè di 3/4 Kg, ma ho capito ben presto che per salire di peso era necessario usare esche top water. Era proprio utilizzando esche di superficie che vedevo scatenarsi l'inferno, l'acqua ribolliva di predatori che impazzivano per catturare ciò che credevano essere una preda, e più veloce recuperavo il mio artificiale, più ne spingevo all'attacco. ![]() ![]() Dopo diverse catture, la mia attenzione era completamente rivolta a catturare un grosso esemplare, però nei classici spot come le punte create dalle secche di sabbia non riuscivo a superare i 4/5 Kg di peso. Le esche propeller senza dubbio le più indicate a questo scopo, continuavano ad alzare gli esemplari più grandi, mentre con il Pro Q la taglia era mista. Alla fine del 5° giorno ci apprestiamo a pescare in una laguna che la guida mi descrive come una delle migliori zone per catturare pesci da record, inizio come da regola a sondare gli ostacoli nel sottoriva con un propeller, accortamente modificato nelle eliche per ottenerne un rumore più chiuso, ma mi accorgo che i bestioni presenti in zona seguono l'esca e rinunciano all'attacco come se fossero già esperti dell'inganno. Così decido di rimontare il mio Pro Q 145 GLWG e presentare un alternativa top water meno invasiva, ed è dopo pochi lanci, che vedo scomparire in una voragine d'acqua il mio artificiale. Ferro con tutta la forza possibile a due mani e mi ritrovo in un combattimento senza eguali. Quando vedo la mia guida saltare in piedi dall'emozione mi accorgo di avere in canna un esemplare unico sia per dimensioni che per bellezza. ![]() Un Tucunarè che supera i 10 Kg ed ancora adesso riguardandone la foto mi emoziono ripensando a quei momenti esaltanti, ed alle emozioni indescrivibili che ho provato. Spero di essere riuscito a condividere almeno in parte le sensazioni di quei momenti. Auguro a tutti di avere la possibilità di cimentarsi con il Tucunarè dell'Amazzonia e sono certo che lo porterete con voi per il resto della vita. ![]() |































